Gazzetta di Reggio

Il caso

Volley Modena segnalato all’Ispettorato: «Mesi non pagati e contratto assente»

di Lara Lugli
Volley Modena segnalato all’Ispettorato: «Mesi non pagati e contratto assente»

Un’allenatrice gialloblù rivendica la sua posizione lavorativa. La società prende tempo

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MODENA. Un clima teso circonda la società Volley Modena, protagonista in questa stagione nel campionato di Serie A2 femminile - purtroppo già retrocessa in A3 - ma finita nelle ultime settimane al centro di un acceso dibattito interno.

Diversi genitori, nelle settimane scorse, hanno espresso la loro preoccupazione sullo stato di salute del settore giovanile. Un malcontento che arriva al culmine oggi, con una segnalazione all’ispettorato del lavoro di Modena, dove una allenatrice del settore giovanile ha segnalato una mancata corresponsione di mensilità e l’assenza di una piena formalizzazione contrattuale.

«Non posso vedere il contratto e i pagamenti non sono arrivati»

«Ho chiesto più volte di poter visionare il mio contratto e di averne copia, ma non mi è mai stato consentito assicurandomi che era tutto in regola. E i pagamenti di quest’anno non sono arrivati», ha riferito la tecnica. Secondo quanto riportato nella richiesta di intervento, le criticità sarebbero state ricondotte anche a temi legati all’adeguamento dei requisiti formativi previsti per il ruolo tecnico.

Un contesto che resta comunque inserito nel nuovo quadro normativo delineato dalla riforma del lavoro sportivo del 2023, pensata per regolamentare i rapporti tra società e operatori dell’intero movimento sportivo che ha introdotto nuove disposizioni proprio per regolamentare in modo più chiaro i rapporti tra società sportive e figure tecniche, prevedendo l’obbligo di una corretta formalizzazione contrattuale, la tracciabilità dei compensi e più tutela per allenatori e collaboratori.

Una normativa pensata per ridurre le situazioni di incertezza gestionale e prevenire contenziosi legati a mansioni, qualifiche e pagamenti. In generale, nel sistema sportivo le società sono chiamate a verificare fin dall’inizio della stagione il possesso delle qualifiche necessarie per il corretto inquadramento degli allenatori e la definizione dei relativi rapporti di collaborazione. Eventuali ritardi nei pagamenti o nelle formalizzazioni contrattuali difficilmente possono essere giustificati unicamente da aspetti legati al completamento dei percorsi formativi o a dinamiche economiche interne, come ad esempio la mancata erogazione di contributi o sponsorizzazioni pattuite. Un passaggio che ha portato gli organi competenti ad avviare le verifiche previste dalla normativa vigente.

Chiesto un confronto con il presidente

L’apprensione delle famiglie è accresciuta dalla scadenza federale del 31 marzo, termine entro cui le atlete potrebbero essere svincolate. Da settimane, riferiscono i genitori, sarebbe stata richiesta la possibilità di un confronto diretto con il presidente Mirco Muzzioli, senza ottenere però un riscontro concreto. Emergono voci discordanti dall’ambiente societario. Collaboratori vicini al club ridimensionano la portata della crisi, sostenendo che l’attività giovanile proseguirà regolarmente e che non si registrerebbero criticità tali da compromettere la stagione. La situazione in evoluzione continua tiene con il fiato sospeso famiglie, atlete e appassionati, in attesa di chiarimenti dalla società (interpellata sul caso) e di sviluppi che possano riportare serenità in una delle realtà storiche della pallavolo modenese.