Gazzetta di Reggio

Il caso

Reggia di Rivalta ancora senza bistrot: l’unica offerta «non è congrua». Cosa succede ora

Ambra Prati
Reggia di Rivalta ancora senza bistrot: l’unica offerta «non è congrua». Cosa succede ora

Reggio Emilia: la gara per l’affidamento della caffetteria nel rinnovato parco Ducale si è conclusa con una non aggiudicazione all’unica società partecipante

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Reggio Emilia Il rischio è quello di passare un’altra estate senza un punto ristoro fisso alla Reggia di Rivalta, che a Pasqua ha registrato il pienone di visitatori, curiosi del maxi restyling di flora e fauna. Difatti il bando per l’affidamento di concessione della caffetteria bistrot e di ulteriori servizi nella struttura di proprietà comunale realizzata nel parco Ducale si è concluso con una “non aggiudicazione dell’unica offerta pervenuta”. Il provvedimento dirigenziale, datato 7 aprile scorso, ricorda come il valore complessivo della concessione sia pari a un milione di euro, per la durata di nove anni, con un canone posto a base di gara «soggetto a rialzo d’asta» pari a 4.800 euro. Condizioni che non devono essere state proprio appetibili per i privati se, sulle iniziali cinque manifestazioni d’interesse, tre soggetti economici si sono ritirati; il secondo (Amordemilia Srl di via Meuccio Ruini, che si occupa di commercializzazione on line di prodotti tipici) non ha risposto al cosiddetto soccorso istruttorio, di fatto rinunciando all’ultimo step: e così è rimasto un solo aspirante gestore. L’iter della procedura, iniziato a gennaio, ha visto svolgersi una seduta pubblica di gara il 13 marzo scorso: il primo classificato è risultata la Planeta Srl, impresa con sede in via Ferruccio Ferrari che già gestisce gli impianti di risalita di Febbio con annesso locale.

L’azienda ha vinto «con un rialzo percentuale dell’1% sul canone annuale a base di gara, escluse imposte, per un canone annuale pari a 4.848 euro». Tuttavia, dopo la richiesta al primo classificato di trasmettere «il piano economico finanziario con tutte le voci relative a costi e ricavi, compresa la stima della manodopera e degli oneri di sicurezza», qualcosa dev’essere andato storto. «Il disciplinare prevedeva la facoltà dell’amministrazione di non procedere all’aggiudicazione qualora nessuna offerta risultasse conveniente o idonea a dimostrare la sostenibilità della concessione senza apporto di risorse pubbliche», scrive la responsabile di gara, Susanna Luisa Molteni (il responsabile unico del progetto è l’architetto Massimo Magnani). Difatti è arrivato «parere di non congruità del piano economico finanziario presentato da Planeta Srl, in quanto fondato su presupposti non coerenti con la documentazione di gara e non idoneo a dimostrare la sostenibilità senza apporto di risorse pubbliche». L’offerta è stata ritenuta «non congrua nel suo complesso»; «non sussistono le condizioni per procedere all’aggiudicazione».

E ora cosa succede? Già l’esito di questa gara sarebbe arrivata appena in tempo per allestire il bistrot. Adesso il Comune dovrà indire un nuovo bando ed è facile prevedere che si slitterà all’anno prossimo. Sempre che il vincitore escluso non faccia ricorso al Tar contro il provvedimento dirigenziale, perché in tal caso il contenzioso legale durerebbe anni. La bella stagione si avvicina e la Reggia di Rivalta, luogo di ritrovo elettivo dei reggiani nel periodo di maggior calura, sarà ancora senza un servizio essenziale di ristorazione, un tempo svolto dai rimpianti volontari rivaltesi. A meno che non si decida di replicare l’esperienza dell’anno scorso, quando a supplire in extremis è stato il truck di Pirru, che ha comunque riscosso grande successo tra i visitatori. l © RIPRODUZIONE RISERVATA