Gazzetta di Reggio

L’intervista

Reggiana-Carrarese, mister Bisoli vede la svolta: «Dobbiamo essere consapevoli dei nostri mezzi». Ecco cosa ha detto a Portanova

Filippo Simonelli
Reggiana-Carrarese,  mister Bisoli vede la svolta: «Dobbiamo essere consapevoli dei nostri mezzi». Ecco cosa ha detto a Portanova

L’allenatore: «Lambourde ha delle potenzialità incredibili e basta poco per farle uscire»

3 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia «È un piccolo primo passo a cui cercheremo di dare continuità a Padova». Così il mister Pierpaolo Bisoli a fine partita commenta una vittoria che riaccende le speranze di una seconda clamorosa salvezza consecutiva quella di ieri contro la Carrarese. «Stasera si è vista la mia squadra, quella che avevamo soltanto intravisto per una piccola porzione di partita contro il Pescara: siamo andati a pressare alti, abbiamo creato tanto e abbiamo vinto. Ad oggi la condizione fisica della squadra ci permette di giocare così solo per mezz’ora, ma confido di arrivare ai playout con i 90 minuti nelle gambe al massimo delle potenzialità di tutti i giocatori».
 



La prestazione di oggi lascia ben sperare per il futuro…
«Sì, abbiamo scalato solo il primo gradino ma siamo consapevoli dei nostri mezzi e sicuri di poter fare l’impresa. Ribadisco che la sconfitta contro il Pescara è arrivata per colpa di miei errori di valutazione, che non si ripeteranno. Martedì riprenderemo immediatamente con un allenamento ad alta intensità per avvicinarci alla condizione che desidero e con la partita di Padova nel mirino».
È soddisfatto del modulo e del lavoro delle mezze-ali?
«Assolutamente sì. Con questo 4-3-3, le catene esterne hanno funzionato benissimo, siamo riusciti a replicare gli schemi provati in allenamento e hanno segnato sia Portanova che Bertagnoli, come avevamo provato».
A proposito di Portanova, lo ha spostato più indietro e paradossalmente si è reso più pericoloso…
«Gliel’avevo detto in settimana: avrebbe fatto gol solo nel caso in cui si fosse sacrificato per la squadra, e così è stato. Secondo me è un giocatore che deve partire da lontano e fare male con i suoi inserimenti, ha le caratteristiche per giocare a tutto campo».
Anche Lambourde sembra rivitalizzato, come lo ha motivato?
«Penso di essere entrato nella sua testa, gli parlo mezz’ora tutti i giorni e lo tratto come un figlio. So che ha delle potenzialità incredibili e che basta poco per farle uscire, va coccolato».
Ha tenuto gli esterni molto alti e larghi, riutilizzerà questa chiave tattica?

«Sì, penso che gli esterni alti servano per far allargare le difese avversarie, che altrimenti rimangono molto chiuse e circoscritte alla parte interna del campo. L’obiettivo è quello di mettere nelle condizioni i nostri giocatori di arrivare all’uno contro uno e di lasciarli liberi di esprimere il proprio estro.»
Una cosa che porta a casa da questa sera?
«La vittoria con la porta che è rimasta inviolata e il clima che si è creato!».  © RIPRODUZIONE RISERVATA