Stop alla scuola d’infanzia di Paullo: non ci sono abbastanza iscritti
Nonostante gli sforzi delle famiglie, per l’anno scolastico 2026/2027 non ci sono bambini a sufficienza. Ma il Comune lascia aperto uno spiraglio
Casina La scuola dell’infanzia di Paullo si ferma. Per l’anno scolastico 2026/27 il servizio sarà sospeso a causa del numero insufficiente di iscrizioni, una soglia minima che non verrebbe raggiunta nemmeno includendo eventuali bambini anticipatari. Una decisione definita “temporanea” da Comune e Ufficio scolastico, che assicurano: in presenza di nuove domande, la scuola potrà riaprire.
La situazione è emersa nel corso di un incontro online che ha coinvolto genitori, insegnanti, la dirigente scolastica Sara Signorelli, il sindaco Stefano Costi e il provveditore agli studi di Reggio Emilia Daniele Cottafavi. I numeri, è stato spiegato, non consentono l’avvio dell’attività: anche includendo eventuali bambini anticipatari di due anni, non si arriverebbe al minimo necessario. Amministrazione comunale e Ufficio scolastico hanno però voluto ribadire che si tratta di uno stop temporaneo. In caso di un numero adeguato di iscrizioni, la scuola potrà riaprire. Il sindaco Costi ha sottolineato come le risorse siano già previste a bilancio, sia per il trasporto scolastico sia per la copertura delle utenze della struttura.
Il caso di Paullo si inserisce in un quadro più ampio. Se da un lato Casina registra negli ultimi anni un andamento demografico in controtendenza rispetto ad altri comuni montani, con un aumento dei residenti, dall’altro il calo delle nascite resta un elemento critico. Nel 2025, nel territorio comunale, si sono registrati appena 29 nuovi nati: un dato che, nel medio periodo, potrebbe avere ripercussioni sull’organizzazione dei servizi scolastici anche nel capoluogo. Durante l’incontro non è mancato il rammarico da parte di genitori che si erano mobilitati per invogliare altre famiglie all’iscrizione e insegnanti, che hanno evidenziato il valore e l’unicità del modello educativo della scuola di Paullo. Allo stesso tempo è emersa la consapevolezza che, allo stato attuale, la sospensione rappresenta una scelta obbligata.
