Gazzetta di Reggio

Energia, Grins-Oipe: "Serve agire per tutelare le famiglie più fragili"

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Roma, 20 apr. (Adnkronos) - Il piano casa del Governo Meloni punta a mettere a disposizione 100 mila alloggi a prezzi calmierati, ma l’aumento dei costi energetici rischia di aggravare da subito le condizioni delle fasce più deboli, già esposte alla povertà energetica con possibili ricadute sul sistema sanitario. Il governo Meloni è impegnato in un importante piano casa per mettere a disposizione 100 mila alloggi, pubblici e privati, a prezzi calmierati, con l’obiettivo di offrire a molti cittadini la possibilità di accedere a una casa a condizioni sostenibili, in particolare ai più giovani. In questa fase storica, tuttavia, non può essere sottovalutato il tema dell’aumento dei costi energetici, che sta incidendo pesantemente su molte famiglie, con ricadute dirette sulla qualità dell’abitare. Le fasce più deboli, infatti, si trovano sempre più spesso costrette a rinunciare al riscaldamento in inverno o al raffreddamento nei mesi estivi. Un’analisi realizzata dalla Fondazione Grins con Oipe – Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica - evidenzia come l’aumento dei prezzi di luce e gas pesi in misura molto maggiore sui nuclei che vivono in edilizia residenziale pubblica rispetto alla famiglia mediana italiana. Si tratta di un tema sociale di grande rilevanza, che potrebbe produrre effetti concreti già dalla prossima estate. Secondo l’ultimo rapporto OIPE, le famiglie economicamente più fragili destinano all’energia l’8,8% della propria spesa complessiva, contro il 3,2% delle famiglie più benestanti. Un dato già di per sé molto significativo che, alla luce dei nuovi aumenti dei prezzi dell’energia legati all’attuale contesto di tensioni geopolitiche, accresce ulteriormente il rischio per una fascia di popolazione ancora più ampia. Negli anni più recenti, la povertà assoluta ha riguardato oltre 5,6 milioni di individui, mentre la povertà energetica ha interessato circa 2,4 milioni di famiglie, pari al 9,1% del totale. Ma c’è di più: gli aumenti dei prezzi dell’energia non sono neutrali. Al contrario, tendono ad amplificare disuguaglianze già esistenti. Il problema assume una dimensione ancora più seria se si considera che i nuclei più fragili vivono spesso in abitazioni meno efficienti dal punto di vista energetico, dove i consumi necessari a garantire un livello minimo di comfort sono più difficili da ridurre. “La fragilità di molte famiglie è evidente e richiede azioni. - afferma Paola Valbonesi ordinaria di Economia all’Università di Padova, ricercatrice Grins e presidente Oipe- Ridurre i consumi è la via maestra e, per le famiglie più fragili che non dispongono delle risorse necessarie per sostenere investimenti, bisogna predisporre piani di intervento. Dobbiamo occuparcene anche per ridurre il rischio di pesanti ricadute sulla sanità nel breve periodo, perché molte famiglie fragili sono costrette a rinunciare ai sistemi di raffreddamento.” Non va dimenticato, infatti, che dal 2023 è stato attivato il Codice Calore nei Pronti Soccorso italiani per i pazienti con sintomi correlati alle alte temperature. Già dalla prossima estate molte famiglie potrebbero trovarsi costrette a rinunciare alla climatizzazione, con conseguenti rischi per la salute e possibili ricadute sul sistema sanitario. Per questo è fondamentale intervenire nel breve periodo a tutela dei soggetti economicamente più fragili. La Fondazione Grins, partenariato pubblico-privato impegnata nella produzione di conoscenza di qualità basata su evidenze e analisi dati, mette a disposizione, attraverso la piattaforma Amelia, strumenti in grado di individuare tempestivamente criticità emergenti e di affrontarle in anticipo. Uno strumento prezioso a supporto dei policy maker e, più in generale, dei cittadini. Il bonus edilizia di questi anni non ha portato vantaggi alle persone a basso reddito. L’Italia è molto esposta al rischio riscaldamento per le temperature in crescita e il raffrescamento è condizione necessaria a ridurre i rischi soprattutto con una popolazione nelle fasce di età meno giovane. Si ricorda che il picco di calore di 48,8 °C in Europa è stato raggiunto l'11 agosto 2021 a Floridia, una località in provincia di Siracusa, in Sicilia. Questo dato è stato ufficialmente riconosciuto e confermato dall'Organizzazione Meteorologica Mondiale (Wmo) nel gennaio 2024, superando il precedente primato europeo di 48, 0 °C registrato ad Atene nel 1977 e ciò dimostra concretamente quanto il nostro Paese sia tra i più esposti e conseguentemente abbia necessità di azioni di contrasto per la tutela dei suoi abitanti.