Gazzetta di Reggio

Il dibattito

Kanye West, anche De Pascale dice no: «Non ci deve essere nessuno spazio per chi inneggia a dittature sanguinarie»

Evaristo Sparvieri
Kanye West, anche De Pascale dice no: «Non ci deve essere nessuno spazio per chi inneggia a dittature sanguinarie»

Mentre il tour europeo di Ye perde pezzi, fa sempre più discutere la tappa a Reggio Emilia all’interno dell’Hellwatt Festival alla Rcf Arena

2 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia «La nostra posizione è molto chiara: non ci deve essere nessuno spazio nella nostra regione, né in nessun altro luogo d’Italia e d’Europa, per chi inneggia a dittature sanguinarie come quella nazista, né per chi propugna messaggi di violenza e antisemitismo». Sono parole del presidente della Regione Michele De Pascale, che si aggiungono al coro di voci contrarie al concerto di Ye-Kanye West in programma il 18 luglio alla Rcf Arena nell’ambito dell’Hellwatt Festival, unica tappa italiana del rapper diventata un caso ormai internazionale.

Il tour europeo di West ha infatti perso diversi pezzi: cancellazioni nel Regno Unito – dove West è stato escluso dal festival Wireless per il blocco del visto –, in Francia, Svizzera e Polonia. Sul fronte polacco le reazioni istituzionali sono state nette. Il ministro degli Esteri Radosław Sikorski ha dichiarato senza mezzi termini: «In un Paese segnato dallo stigma del fascismo, non c’è posto per i fascisti». Sulla stessa linea la vicepresidente del Senato Magdalena Biejat. A Reggio non sono mancate polemiche. Contro il concerto si sono espressi Emanuele Fiano, ex deputato Pd e figlio del sopravvissuto ad Auschwitz Nedo Fiano, la vicepresidente del Parlamento Europeo, Pina Picierno e il presidente dell’Istituto Cervi Vasco Errani. Nicoletta Uzzielli, presidente della Comunità Ebraica di Modena e Reggio, ha chiesto alla Prefettura la cancellazione dell’evento, definendolo «altamente divisivo» in un momento storico già segnato da forti tensioni internazionali.

Una petizione su Change.org ha superato 230 adesioni digitali, con 150 firme fisiche depositate nelle sedi istituzionali, sostenuta da personalità come l’ex senatore Fausto Giovanelli, l’ex presidente di Istoreco Mirco Carrattieri e l’ambientalista Walter Ganapini. Il sindaco nei giorni scorsi ha affermato di non avere competenze sulle scelte artistiche, pur dichiarando distanza dall’artista e chiamando in causa il governo su eventuali valutazioni. Victor Yari Milani, fondatore dell’Hellwatt Festival, ha chiesto a West di scusarsi anche in Italia. Il rapper aveva infatti pubblicato a gennaio una lettera di scuse sul Wall Street Journal. E il sito Tmz ha immortalato l’altro giorno West mentre usciva dal Simon Wiesenthal Center di Beverly Hills, centro ebraico internazionale per i diritti umani: alla vista dei giornalisti, non ha rilasciato alcuna dichiarazione, dirigendosi in silenzio verso l’auto. Al centro della polemica restano le dichiarazioni antisemite, il singolo “Heil Hitler” ritirato dalle piattaforme e il merchandising con svastiche. Nel tour europeo restano confermate le date in Turchia, Paesi Bassi, Spagna e Portogallo, ma diverse testate internazionali cominciano a interrogarsi sulla sostenibilità economica della tournée. Nelle ultime ore, secondo alcuni media, il rapper starebbe valutando l’aggiunta di una data in Repubblica Ceca, uno dei pochi Paesi europei ancora disposti ad accoglierlo.  © RIPRODUZIONE RISERVATA