Gazzetta di Reggio

Il lutto

Addio a Piergiorgio Soliani, titolare dell’enoteca “Il Grappolino”

Serena Arbizzi
Addio a Piergiorgio Soliani, titolare dell’enoteca “Il Grappolino”

Era stato anche un dj, l'amico Gabriele Giordani: «Aveva una grande bontà»

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Reggio Emilia Una persona di grandi principi, di una bontà immensa e dalla simpatia irresistibile.

È così che gli amici di una vita descrivono Piergiorgio Soliani. Aveva da poco compiuto sessant’anni, Soliani, conosciutissimo in città per le sue due grandi passioni: la musica e il vino.

Piergiorgio era infatti a capo dell’enoteca Il Grappolino di via Adua. Un’esperienza e un amore, quelli per il mondo del vino, apprezzati da tutta la città e non solo all’enoteca di via Zecchetti dove Soliani aveva espresso il suo talento per questo settore nel corso di tantissimi anni.

Piergiorgio Soliani era noto anche per aver fatto parte della compagnia del Frigidarium.

«Io e Piergiorgio siamo cresciuti insieme – afferma Gabriele Giordani, legato da una profonda amicizia a Soliani –. Gli ho voluto tanto bene. Abbiamo condiviso tantissimi momenti insieme, nella compagnia del Frigidarium».

«Piergiorgio era conosciuto anche per le sue doti di dj – continua l’amico Gabriele Giordani –. Aveva un impianto stereo attrezzatissimo e sono memorabili i ricordi di quando si andava in giro con lui. Quando salivo sulla sua Volvo Polar sembrava di entrare in una discoteca con le ruote in viaggio per la città. Piergiorgio era molto appassionato di musica elettronica e di funky, tra i vari generi».

Soliani aveva preso in gestione il locale di famiglia. «Il suo mondo era composto dal vino, di cui era molto appassionato ed esperto, oltre che dalla musica - continua l’amico. Inizialmente, Piergiorgio aveva l’enoteca vicino al quartiere del tribunale, in via Zecchetti. Successivamente, il locale si trasferì in via Adua».

«Aveva compiuto da poco sessant’anni – prosegue Gabriele Giordani –. Manifestava sempre grandissima simpatia: aveva la battuta pronta ed era un uomo molto buono. Indimenticabili quei momenti di fianco a lui in macchina, con la musica a tavoletta tanti anni fa. Abbiamo avuto la possibilità di condividere anni di grande entusiasmo: gli anni in cui c’era ancora la lira e si potevano fare piani concreti e soddisfacenti per costruire il proprio futuro. Sono stati d’oro per noi, per Reggio Emilia e non solo».

Gabriele Giordani si sofferma su un ricordo, in particolare, condiviso con Piergiorgio: «Avevo 19 anni ed è indelebile nella mia mente un viaggio con Piergiorgio ad Amsterdam in macchina: guidava lui. Avevamo affittato due auto. Che momenti...».

Il recupero è stato effettuato dalle onoranze della Croce Verde. È possibile che nei prossimi giorni venga disposta l’autopsia per ricostruire l’accaduto.