Gazzetta di Reggio

Il caso

Scomparve nel 2019 e non fu mai ritrovato: chiesta la morte presunta di Sergio Incerti

Ambra Prati
Scomparve nel 2019 e non fu mai ritrovato: chiesta la morte presunta di Sergio Incerti

Reggio Emilia: il 79enne era in bicicletta, venne cercato a lungo ma di lui non si seppe più niente

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Reggio Emilia Il tribunale di Reggio Emilia ha dichiarato la morte presunta di Sergio Incerti, 79 anni, uscito da uno studio medico senza cellulare e con 25 euro per non tornare più. Era il 2019. L’ordinanza, datata 21 aprile, diventerà ufficiale una volta trascorsi sei mesi dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e sui quotidiani locali. In questo lasso di tempo l’autorità giudiziaria «invita chiunque abbia notizia dello scomparso di farle pervenire al tribunale». Il passo è stato reso possibile da una recente legge del dicembre 2025, che ha concesso di formalizzare la morte presunta dopo cinque anni; in precedenza occorreva attendere dieci anni.

«Viste le grosse difficoltà burocratiche, i familiari hanno la necessità di stabilizzare la situazione – dichiara l’avvocato Raffaella Pellini, che tutela la famiglia – Il figlio ha fatto tutto ciò che era umanamente possibile fare per ritrovare il padre e risolvere questo limbo. Ora, per quanto doloroso, deve occuparsi dell’anziana madre. Occorre una perfetta aderenza tra fatti e diritti». Il figlio Luca Incerti, vigile del fuoco che ad ogni Natale di questi sette anni ha rinnovato l’auspicio di avere almeno una tomba sulla quale piangere, spiega: «I problemi pratici sono di natura burocratica e di gestione dei beni, per quanto modesti: mio padre continua a percepire la pensione, deve fare la dichiarazione dei redditi, i conti sono bloccati, la carta d’identità è scaduta. E ogni volta mi trovo costretto a dover spiegare l’accaduto. Ormai la speranza ha lasciato il posto alla rassegnazione. Sul fronte burocratico si metterà un punto fermo, anche se emotivamente rimarrà un grande vuoto destinato a non chiudersi mai». Luca ci tiene a sottolineare che, se qualcuno è al corrente di fatti concreti, è pregato di non rivolgersi né a lui né all’avvocato bensì all’autorità giudiziaria. «Purtroppo negli anni abbiamo visto di tutto – prosegue Luca – Segnalazioni a “Chi l’ha visto?”, lettere anonime, perfino sensitive che hanno detto di averlo visto vicino a un corso d’acqua: tutte piste senza alcun riscontro oggettivo che, diciamo così, non hanno lasciato buone sensazioni».  © RIPRODUZIONE RISERVATA