Krano a Boretto: il vincitore del David di Donatello stasera in concerto a Rive Vive. «Gioia e stupore»
Ha vinto con “Ti”: è la colonna sonora del film “Le Città di Pianura” del regista Francesco Sossai
Boretto A Rive Vive questa sera a Boretto ci sarà Krano, il musicista vincitore della 71esima edizione del David di Donatello per la miglior canzone originale. A essere premiato è stato il suo brano “Ti”, colonna sonora del film “Le Città di Pianura” del regista Francesco Sossai: questa pellicola è stata insignita di ben 8 statuette. L’artista, al secolo Marco Spigariol, si esibirà alle 19.30 al Museo multimediale della Bonifica dell’Emilia Centrale a Boretto con un concerto al tramonto ad ingresso libero. La serata inizierà alle 18 con la selezione musicale a cura di Massimiliano Benassi, che introdurrà alla performance di Krano, per poi riprendere fino a mezzanotte. Alle 21.30 verrà anche proiettato il pluripremiato “Le città di pianura” all’interno del Museo.
Che cosa si provi a vincere un riconoscimento così importante ce lo ha raccontato proprio Krano: «Non me l'aspettavo, è stata una sorpresa per me. Non me ne sono ancora reso conto pienamente, ma sicuramente gioia e stupore si sono unite in un connubio potentissimo. Per noi addetti ai lavori è un riconoscimento che segna una carriera. Considerando, inoltre, il fatto che prima di questo progetto non avevo mai cantato, l’emozione è ancora più grande. Direi che come prima volta sia andata bene».
E questa sera, che cosa si dovranno aspettare gli spettatori borettesi?
«Un’esibizione simile al film dunque caratterizzata da una musica appassionata e intima. I presenti ascolteranno i primi due dischi e il resto della colonna sonora del film. Non penso di suonare e cantare “Ti”».
Una scelta che potrebbe sembrare insolita, ma che rivela il legame profondo tra un artista e la sua musica.
«Io compongo solo canzoni in dialetto valdobbiadense, che è vicino al bellunese. “Ti” infatti è in dialetto. L’ho scritta in un brutto periodo, durante il lockdown. Ero solo e sentivo profondamente la mancanza della mia compagna. Questa canzone è nata in un momento buio e di sconforto ed ogni volta che la eseguo mi riporta a quei giorni tristi. Dopo averla realizzata, l’avevo accantonata. Solo grazie a Sossai l’ho ritirata fuori. Il brano parla della sovrapposizione tra la solitudine e l’amore. Nel film questa canzone è ben riuscita perché la leggerezza dei suoni contrasta la cacofonia di fondo, i rumori del Veneto. Il testo, invece, è potente e pregno di significato, come il film».
Boretto sembra essere una location perfetta: paese di pianura e vicinanza all’acqua.
«Sì sarà come stare vicino al Piave». © RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
