Gazzetta di Reggio

L’analisi

Ponte del 2 giugno, boom negli agriturismi: perché il turismo enogastronomico vince

Ponte del 2 giugno, boom negli agriturismi: perché il turismo enogastronomico vince

L’analisi di Cia Reggio Emilia: «I cittadini cercano esperienze autentiche, luoghi accoglienti dove ritrovare serenità, qualità del cibo e un rapporto diretto con la terra e con chi la coltiva ogni giorno»

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Reggio Emilia In occasione del ponte del 2 giugno gli agriturismi reggiani si preparano al tutto esaurito. Dalla collina all’Appennino, passando per la pianura, numerose strutture segnalano richieste in forte crescita e disponibilità ormai ridotte, confermando la crescente voglia di trascorrere qualche giorno tra verde, tranquillità e buona cucina. A fotografare la situazione è la Cia di Reggio, che raccoglie le testimonianze degli agriturismi associati.

Famiglie, coppie e gruppi di amici scelgono sempre più spesso la campagna reggiana per concedersi una pausa all’insegna del relax, del contatto con la natura e dei sapori autentici dell’Emilia. «Il ponte del 2 giugno conferma quanto sia forte il desiderio di ruralità e di turismo lento – sottolinea la presidente di Cia Reggio, Valeria Villani –. Gli agriturismi rappresentano oggi molto più di una semplice ospitalità. I cittadini cercano esperienze autentiche, luoghi accoglienti dove ritrovare serenità, qualità del cibo e un rapporto diretto con la terra e con chi la coltiva ogni giorno». Molto apprezzate le proposte legate alla cucina tipica reggiana, con piatti preparati utilizzando prodotti aziendali e ingredienti locali: dai salumi tradizionali al Parmigiano Reggiano, dall’erbazzone ai cappelletti, dai succulenti secondi ai vini del territorio, fino all’aceto balsamico, alla frutta e alla verdura di stagione coltivate nelle aziende agricole reggiane e ai dolci della tradizione emiliana. Un’occasione anche per valorizzare le tante eccellenze agroalimentari locali, dai sapori più conosciuti ai prodotti della cultura contadina come il savurett, le confetture artigianali, le mostarde, i liquori casalinghi e le specialità tramandate di generazione in generazione.

Il turismo enogastronomico si conferma inoltre uno strumento sempre più importante per promuovere le produzioni locali e le tradizioni del territorio, rappresentando allo stesso tempo una fondamentale integrazione al reddito per molte aziende agricole. Oggi gli agriturismi sanno offrire un’accoglienza sempre più completa: non soltanto buona tavola e prodotti tipici, ma anche momenti di benessere e relax all’aria aperta, con aree dedicate alle famiglie, piccole piscine panoramiche e, in alcuni casi, veri e propri percorsi spa e wellness ricavati all’interno delle strutture rurali. A trainare le presenze sono anche i paesaggi dell’Appennino reggiano, i borghi storici, i percorsi naturalistici, le passeggiate tra vigneti e castagneti e la possibilità di vivere giornate lontane dal traffico e dai ritmi frenetici della città, riscoprendo il piacere dello stare insieme. Sempre più visitatori scelgono esperienze a diretto contatto con il mondo agricolo, tra fattorie didattiche, animali, orti, degustazioni e momenti di convivialità nelle aie.«Dietro ogni agriturismo – prosegue Villani – c’è il lavoro quotidiano delle aziende agricole e delle famiglie che custodiscono il paesaggio rurale. Scegliere un agriturismo significa sostenere l’agricoltura locale, l’economia delle aree interne e la tutela delle nostre campagne. È un modo concreto per riscoprire il valore delle radici, delle produzioni tipiche e di una cultura contadina che continua a rappresentare una parte fondamentale dell’identità reggiana». l

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