Confindustria Nautica, export e innovazione al centro della convention Satec 2026
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Roma, 5 giu. (Adnkronos) - Geopolitica, commercio internazionale, intelligenza artificiale, trasformazione delle filiere produttive, competitività industriale e nuovi mercati dell'export. Sono questi i temi al centro della sessione pubblica della Convention Satec 2026 di Confindustria Nautica, dal titolo "Venti Globali e Correnti Digitali: il futuro dell'industria nautica. Strategie e scenari per il comparto nell'era delle tensioni globali e dei dati", realizzata con il contributo scientifico di The European House – Ambrosetti (Teha Group). L'iniziativa ha riunito a Borgo Egnazia, in Puglia, rappresentanti delle istituzioni, imprenditori, economisti, analisti e stakeholder della filiera per analizzare i profondi cambiamenti che stanno ridefinendo il contesto competitivo internazionale e il loro impatto sull'industria nautica italiana, una delle espressioni più dinamiche e internazionalizzate del Made in Italy. Ad aprire i lavori il videomessaggio del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni che ha dichiarato: “La nautica è una delle espressioni più avanzate del Made in Italy, uno dei settori nei quali la qualità italiana si misura con la competizione globale e l'eccellenza manifatturiera si trasforma in forza reputazionale. Il Governo è partito da questa consapevolezza per guardare al mare in un'ottica di sistema, visione che ha dato forma alla legge sulla valorizzazione della risorsa mare, che è stata appena approvata in Parlamento, che segna l'inizio di una stagione nuova in cui il mare viene finalmente considerato uno degli asset strategici di sviluppo della nazione. La nautica – ha proseguito la Premier Meloni - è una delle componenti fondamentali di questo asset, un settore che il Governo intende sostenere nella semplificazione, accompagnare nei processi di innovazione e internazionalizzazione, rafforzare nella formazione delle competenze. Ora la sfida che ci aspetta è quella di attuare concretamente la cornice normativa che abbiamo delineato, perché imprese e territori possano coglierne a pieno i benefici e per valorizzare come merita una delle filiere industriali più innovative, dinamiche e identitarie della nazione”. Nel suo intervento introduttivo, il Presidente di Confindustria Nautica ha ringraziato la Premier Meloni per il riconoscimento del valore dell’industria nautica italiana, un settore che si trova oggi a operare in uno scenario nel quale competizione industriale, commercio internazionale, innovazione tecnologica e politica economica risultano sempre più interconnessi e nel quale la capacità di leggere e anticipare i cambiamenti rappresenta un fattore decisivo di competitività. Sono seguiti gli interventi istituzionali del Presidente di Ice – Italian Trade Agency Matteo Zoppas, del Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi e del Viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto in video collegamento, della Vicepresidente della X Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati Ilaria Cavo. L’industria nautica italiana, sottolinea Matteo Zoppas, Presidente di Ice – Italian Trade Agency, "rappresenta una delle eccellenze più riconosciute del Made in Italy nel mondo e i risultati raggiunti negli ultimi anni dimostrano la straordinaria capacità delle imprese del settore di competere sui mercati internazionali. In uno scenario caratterizzato da tensioni geopolitiche, nuove barriere commerciali e crescente competizione globale, il ruolo del Sistema Paese diventa sempre più importante per accompagnare i processi di internazionalizzazione e sostenere la crescita delle imprese. Oggi abbiamo a disposizione strumenti, competenze e risorse che possono aiutare le aziende ad aprire nuovi mercati e consolidare la propria presenza all'estero. Parallelamente, l'intelligenza artificiale e la trasformazione digitale stanno cambiando profondamente il modo di fare impresa: non rappresentano una prospettiva futura, ma una leva competitiva già oggi determinante per innovare processi, aumentare produttività e mantenere la leadership internazionale del Made in Italy". La crescita della nautica italiana, sottolinea Edoardo Rixi, Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, "dimostra quanto sia importante costruire un dialogo continuo tra istituzioni e imprese. In questi anni abbiamo lavorato per semplificare il quadro normativo, favorire lo sviluppo del settore e accompagnarne l'evoluzione con strumenti più adeguati alle esigenze delle aziende e dei territori. La sfida ora è proseguire su questa strada, investendo nelle infrastrutture, nella portualità turistica e nella cantieristica, per rafforzare ulteriormente il ruolo dell'Italia come piattaforma naturale della nautica nel Mediterraneo. La competitività del settore passa anche dalla capacità del Sistema Paese di sostenere chi investe, innova e crea valore". Per Francesco Paolo Sisto, Viceministro della Giustizia "diritto, innovazione e sviluppo economico sono oggi dimensioni sempre più connesse. L'intelligenza artificiale sta aprendo nuove opportunità per la nautica, la portualità e la logistica marittima, migliorando efficienza, sicurezza e capacità di innovazione. Il compito delle istituzioni è accompagnare questa trasformazione creando un quadro normativo che favorisca la crescita, tuteli la sicurezza delle infrastrutture digitali e sostenga gli investimenti nelle competenze necessarie ad affrontare le sfide del futuro. La vera sfida sarà mettere insieme innovazione e responsabilità, valorizzando il potenziale delle nuove tecnologie senza perdere il controllo dei processi che esse generano". La nautica, sottolinea Ilaria Cavo, Vicepresidente della X Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputat, "non può più essere considerata un comparto di nicchia, ma una componente strategica dell'economia del mare e del Made in Italy. Il percorso legislativo degli ultimi anni ha segnato un cambio di approccio importante, riconoscendo il settore all'interno di una visione unitaria delle politiche marittime e introducendo strumenti concreti di semplificazione e sostegno alla competitività. Oggi dobbiamo continuare a lavorare sulle sfide che guardano al futuro: formazione, innovazione, intelligenza artificiale, energia e sviluppo delle infrastrutture. È da questi fattori che dipenderà la capacità della nautica italiana di rafforzare la propria leadership e di creare nuove opportunità per le imprese e per le giovani generazioni". In un messaggio inviato alla Convention Satec 2026, il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani ha ribadito il valore strategico dell’industria nautica italiana: “I risultati confermano la forza di un settore chiave del nostro tessuto produttivo. Nel 2025 le esportazioni italiane della nautica hanno raggiunto 4,5 miliardi di euro, consolidando una leadership mondiale. La vostra è una filiera forte e competitiva, che genera innovazione, occupazione qualificata e valore economico, trasformando creatività e tecnologia in crescita e presenza internazionale. Per questo il comparto è centrale nella strategia di diplomazia della crescita che ho posto al centro dell'azione del Ministero degli Esteri. In un contesto internazionale complesso, continueremo a sostenere l'internazionalizzazione delle imprese, l'apertura dei mercati e la tutela del saper fare italiano. Proseguiremo inoltre nel sostegno ai grandi Saloni nautici italiani e nelle attività di promozione sui mercati ad alto potenziale, dall'India al Golfo, dall'Africa all'America Latina, per accompagnare la crescita internazionale della nautica italiana". La prima parte della Convention, moderata da Andrea Bignami di Sky TG24 Economia, è stata dedicata all'analisi degli scenari geopolitici e tecnologici che stanno trasformando l'economia globale. Andrew Spannaus, giornalista e analista politico, ha approfondito l'evoluzione della competizione internazionale, caratterizzata dal ritorno delle politiche industriali, dalla ridefinizione delle filiere strategiche e dal crescente intreccio tra economia, tecnologia e sicurezza. “I cambiamenti dell’economia mondiale nell’ultimo decennio costringono tutti a ripensare obiettivi e regole per poter competere – ha affermato Spannaus. Il legame profondo tra sicurezza economica e sicurezza nazionale spinge gli stati a definire interessi geopolitici sui quali basare le politiche economiche. I rischi di questo approccio sono ovvi, soprattutto per un’Europa ancora frenata da una concezione di regole ancorate al modello di globalizzazione finanziaria. A questo punto serve flessibilità non solo finanziaria ma soprattutto mentale, e la disponibilità a mettere in atto politiche industriali che possano togliere i freni ad economie – come quella italiana – che hanno tutti gli elementi che servono per mantenere e creare ricchezza per i loro cittadini”. A seguire, Corrado Panzeri, Head of InnoTech Hub & Partner di Teha Group, ha affrontato il tema della nuova rivoluzione industriale dichiarando: "L'intelligenza artificiale rappresenta per l'Italia un'opportunità storica: i nostri modelli stimano un potenziale di 336 miliardi di euro di valore aggiunto aggiuntivo all'anno entro il 2040, l'equivalente dell'intero settore manifatturiero nazionale. In un Paese che perderà 3,7 milioni di lavoratori per ragioni demografiche, l'AI non è un'opzione, è una necessità strutturale. Ma la tecnologia da sola non basta: oggi mancano 4,5 milioni di occupati con competenze digitali avanzate. Il vero collo di bottiglia non è la macchina: sono la cultura all'innovazione e le competenze delle persone. Nel frattempo, le Big Tech americane investiranno oltre 750 miliardi di dollari nel solo 2026: più di cinque volte l'intero investimento ICT dell'Unione Europea. Il Made in Italy ha tutti i presupposti per beneficiare di questa rivoluzione industriale, ma il tempo per accelerare è adesso".La seconda parte dei lavori è stata dedicata alla tavola rotonda moderata da Stefania Pinna di Sky Tg24, con la partecipazione di Piero Formenti, Susanna Vitulano (Italia Yachts), Alessandro Plateroti (UCapital.com), Andrew Spannaus e Corrado Panzeri. Nel corso del dibattito è emerso come l’industria nautica italiana debba affrontare una fase caratterizzata da forte instabilità geopolitica, nuove regolazioni, trasformazione digitale e cambiamenti nei modelli di consumo, mantenendo al contempo la propria leadership internazionale. Formenti ha richiamato il ruolo strategico dell'export per il comparto, ricordando che circa il 90% della produzione nazionale è destinato ai mercati esteri e che nel 2025 l'export di unità da diporto ha raggiunto un nuovo massimo storico, sfiorando i 4,4 miliardi di euro. Ha inoltre evidenziato la necessità di difendere la competitività internazionale delle imprese, accompagnare la doppia transizione tecnologica e sostenibile e consolidare la leadership italiana nei segmenti a maggiore valore aggiunto. "Siamo entrati in una fase nella quale la competizione economica, industriale e tecnologica tende sempre più a sovrapporsi agli equilibri geopolitici", ha continuato Formenti. "Per un settore internazionale come il nostro questo significa saper leggere in anticipo i cambiamenti, rafforzare la resilienza delle filiere, investire in innovazione e presidiare le competenze che determineranno la competitività dei prossimi anni. La nostra sfida è accompagnare questa evoluzione senza perdere i fattori che hanno reso l’industria nautica italiana un punto di riferimento mondiale: qualità, competenze, integrazione di filiera e cultura industriale. Quando si è leader non si corre per inseguire gli altri, ma per continuare a innovare e mantenere il proprio vantaggio competitivo", ha aggiunto. Susanna Vitulano, Cfo di Italia Yachts, ha posto l'attenzione sul tema delle competenze, della formazione e della capacità di attrarre nuove professionalità, elementi sempre più determinanti per sostenere la competitività della filiera e accompagnare l'evoluzione tecnologica del settore: "L’industria nautica italiana è nata dall'incontro tra saper fare e capacità di innovare. Oggi quella stessa combinazione deve evolvere attraverso competenze ibride che uniscano artigianalità, tecnica, digitale, sostenibilità e intelligenza artificiale. Le imprese non possono affrontare questa trasformazione da sole: servono investimenti nella formazione, un rapporto più stretto tra scuole, Its, università e cluster produttivi e una forte attenzione alle competenze che accompagneranno la transizione tecnologica ed energetica del settore. Il futuro della nostra competitività dipenderà dalla capacità di attrarre talenti e valorizzare il capitale umano lungo tutta la filiera nautica". Alessandro Plateroti, Direttore editoriale di UCapital.com, ha analizzato le prospettive economiche e finanziarie dell'industria nautica, soffermandosi sull'attrattività del comparto nei confronti degli investitori, sul valore delle tecnologie innovative e sull'evoluzione dei criteri di valutazione delle imprese. “In una fase caratterizzata da guerre commerciali, instabilità geopolitica e crescente competizione internazionale per attrarre investimenti, l’industria nautica italiana continua a distinguersi come uno dei comparti più attrattivi del Made in Italy. Non soltanto per la forza dei suoi brand e per la leadership conquistata nei segmenti di eccellenza, ma perché sta vivendo una profonda trasformazione industriale e tecnologica – ha affermato Plateroti. Oggi gli investitori guardano sempre più alla capacità delle imprese di innovare, integrare nuove tecnologie, sviluppare competenze, presidiare la sostenibilità e costruire filiere resilienti. L'intelligenza artificiale, i nuovi materiali, la digitalizzazione dei processi e la transizione energetica stanno ridefinendo il valore delle aziende nautiche, che vengono sempre più valutate come realtà industriali ad alto contenuto tecnologico. In questo scenario la capacità di coniugare tradizione manifatturiera, innovazione e visione strategica rappresenta il principale fattore competitivo per attrarre capitali, sostenere la crescita e consolidare il ruolo della nautica italiana nei mercati globali." La Convention Satc 2026 ha confermato la crescente centralità della nautica nelle strategie di sviluppo del Paese e il ruolo del settore come laboratorio avanzato di manifattura, innovazione e internazionalizzazione. Dalla geopolitica all'intelligenza artificiale, dalle infrastrutture alla formazione, dalle politiche industriali alla competitività dell'export, il confronto tra istituzioni, imprese e analisti ha evidenziato la necessità di una visione condivisa per accompagnare la crescita di una filiera che rappresenta una delle espressioni più dinamiche, innovative e internazionalizzate del Made in Italy. La Convention Satec 2026 si è svolta con il supporto dei Main Partner Alfa Romeo, Bper Banca ed Eberhard & Co. al fianco di Confindustria Nautica nella valorizzazione dell'eccellenza dell’industria nautica e del Salone Nautico Internazionale, a Genova dall’1 al 6 ottobre prossimi. Nel 2024 il fatturato dell’industria nautica da diporto italiana ha raggiunto il massimo storico di 8,60 miliardi di euro (+3,2%). L’Italia si conferma primo esportatore mondiale nella cantieristica nautica, con un export di settore che nel 2025 raggiunge un nuovo massimo storico, crescendo del 2,6% fino a sfiorare i 4,4 miliardi di euro e una propensione all’export pari a circa il 90% della produzione nazionale. Il comparto contribuisce in modo strategico alla bilancia commerciale italiana: nel 2024 la nautica ha generato l’8,6% del surplus commerciale nazionale del settore manifatturiero. L’Italia detiene circa il 18% della produzione nautica mondiale e la leadership globale nei superyacht, con il 56% degli ordini mondiali per unità e il 36% del valore globale del mercato. Secondo il Global Order Book 2026, i cantieri italiani hanno in costruzione 568 superyacht, pari al 52% degli ordini mondiali. La filiera nautica italiana genera oltre 13 miliardi di euro di valore aggiunto e quasi 168 mila occupati, con una crescita dell’occupazione del 5,6%. Ogni euro prodotto dalla cantieristica attiva complessivamente 5,2 euro di valore aggiunto nell’economia italiana e ogni addetto del comparto genera 7,1 posti di lavoro lungo la filiera.
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