Gazzetta di Reggio

La storia

Dal Boca Barco al gol ai Mondiali, Amad Diallo trascina la Costa d’Avorio

Nicolò Valli
Dal Boca Barco al gol ai Mondiali, Amad Diallo trascina la Costa d’Avorio

L’attaccante del Manchester United è cresciuto nella società reggiana. Il presidente Guerri: «Alla prima partita si presentò senza le scarpe adatte. Gliele prestò il mister, e lui fece tre gol. Si capiva che era un predestinato»

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Reggio Emilia Un gol...reggiano ai Mondiali. Merito di Amad Diallo, attaccante della Costa d’Avorio che ha deciso la sfida tra la sua nazionale e l’Ecuador. C’è un intero paese, quello africano, che ora sta esultando per questi primi tre punti nel campionato del mondo, ma anche il Boca Barco sta vivendo giornate di grande emozione.

La storia calcistica di Amad, infatti, è cominciata proprio dalla provincia di Reggio, e dalla società gialloblù. Qui, ha mosso i primi passi quando era un ragazzino rimanendo alcuni mesi in Val d’Enza, prima di volare nel calcio che conta. Oggi gioca al Manchester United. Racconta il presidente Enzo Guerri: «Amad aveva 12 anni quando venne da noi insieme ad Hamed Junior Traorè (per diversi anni si è pensato che i due ragazzi fossero fratelli, ma un’inchiesta della Procura e Procura federale ha smontato questa tesi con tanto di patteggiamento coi giocatori, ndr). Viveva a Noceto ma il suo tutor era di Barco e volle iscrivere i due giovani alla nostra società».

Il club capì subito che aveva in casa due talenti destinati a far parlare di sé: «Amad è nato nel 2002 e giocava con quelli più di due anni più grandi - prosegue il presidente -. Impiegai alcuni mesi a completare le operazioni burocratiche di tesseramento, tanto è vero che solo a gennaio 2015 risultò iscritto dalla Federazione. Alla prima partita si presentò con scarpe non adeguate, il mister gli prestò le sue e lui ricambiò segnando tre reti». Per Guerri, Amad Diallo è un predestinato: «Si vede che è nato per giocare a calcio, un torneo disputato ai campi della Canalina in quell’inverno ha fatto sì che diversi osservatori misero gli occhi su di lui. Fece diversi provini, alla fine lo prese l’Atalanta dove peraltro ha debuttato in prima squadra, segnando all’esordio».

Il presidente del Boca Barco non ha visto in diretta l’impresa del suo pupillo, ma appena ha potuto ha festeggiato: «Gli orari delle partite di questo Mondiale non sono comodi, ma appena mi sono alzato e ho visto il risultato sono stato felice e ho pensato: qualcuno mi scriverà...». In effetti, in queste ore, anche sui social, la storia di Amad Diallo sta spopolando, come esempio di un successo cominciato da un piccolo campetto parrocchiale in un paese della Val d’Enza: «Noi abbiamo lanciato anche Benedetta Brignoli e Mohamed Tehe nel calcio che conta, ma Diallo e Traoré sono indubbiamente i più forti giocatori della nostra storia», precisa il presidente.

Entrato al 55’ dopo essere partito dalla panchina, Amad ha deciso la contesa con un piattone sinistro che non ha lasciato scampo al portiere sudamericano. Ora l’attesa è per i prossimi appuntamenti, con la Costa d’Avorio che sfiderà Germania e la cenerentola Curacao per strappare il pass per la seconda fase: «Junior non è stato convocato, mentre chissà che Amad non ci regali altre gioie.. Se l’ho sentito? Mi dicono che cambi spesso numero di telefono ed è il figlio di un nostro dirigente a mantenere i contatti via social - conclude Enzo Guerri- ma Barco è con lui».l© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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