Mezzetti e la sanità del futuro: «Modena verso il super-ospedale»
Il sindaco ha indicato nel processo di aggregazione tra Baggiovara e Policlinico la miglior risposta per risolvere i problemi. La sua analisi a due anni dall’insediamento ha riguardato anche sicurezza, giunta e largo Sant’Agostino
MODENA. «La sicurezza è la priorità». Così ha detto il sindaco Massimo Mezzetti durante la serata di giovedì 18 giugno alla Festa del Partito Democratico al parco Amendola, che ha visto protagonista la giunta comunale intervistata dal direttore della Gazzetta di Modena, Davide Berti.
Emergenza sicurezza
Mezzetti ha ricordato i tragici fatti del 16 maggio rimarcando anche ciò che è avvenuto dopo: «Un odio purtroppo fomentato anche da certe forze politiche – ha dichiarato – che però non ha fermato quelle cinquemila persone che, a sole 24 ore dall’attentato, perché è così che l’azione di El Koudri va chiamata, sono venute in piazza Grande». Sul tema della sicurezza in generale, il sindaco ha aggiunto che «c’è ancora molto da fare», per poi raccogliere la sfida lanciata sul tema della sanità.
Sanità e ospedali
Non è una questione di percezione il cambiamento che i modenesi vedono. Se da una parte il loro giudizio sulla qualità delle prestazioni rimane elevato, questo viene compromesso dal giudizio negativo sulla difficoltà d’accesso al sistema sanitario a causa delle liste d’attesa. E qui il sindaco è stato molto chiaro sul ruolo che dovranno avere i due ospedali: «Se si vogliono salvaguardare la sanità pubblica e non si vogliono tagliare le prestazioni, si deve riorganizzare e razionalizzare il sistema per eliminare le doppie e triple offerte identiche elevandone la qualità». In questa ottica si dovrebbe portare a termine il processo di aggregazione tra Baggiovara e Policlinico «per dare una risposta di elevata qualità ai problemi di alta complessità e contemporaneamente riorganizzare la capacità di risposta a quella che è la domanda più diffusa di risposta alle basse complessità. L’obiettivo vorrebbe essere quello di avere un grande polo d’eccellenza frutto della sintesi fra le attuali due grandi strutture ospedaliere da una parte e una sorta di ospedale distrettuale territoriale dall’altra. Una superstruttura di rango regionale e nazionale e una struttura di carattere distrettuale – le ha definite il sindaco – non è una rivoluzione che si fa in due giorni, serve tempo, però deve essere chiaro l’orizzonte e tutte le scelte devono andare in quella direzione. Ed è quello di cui abbiamo iniziato a discutere in ambito di Conferenza territoriale socio sanitaria. E lo stiamo facendo con uno spirito di grande coesione tra tutti i sindaci del territorio modenese, che hanno compreso lo spirito della città di Modena che si mette al servizio di tutto il territorio provinciale. Perché se Modena dice che nel capoluogo non si tocca nulla e nel frattempo un giorno sfiliamo un’ambulanza da una parte e un altro giorno chiudiamo un ospedale da un’altra, non risolviamo i problemi strutturali e Modena deve sapere che prima o poi i tagli arriveranno anche qui. Così la città si mette a disposizione per una risposta unitaria territoriale». Mezzetti sottolinea come i passaggi avuti nella Ctss siano stati caratterizzati fino ad ora proprio da questa unità: «Tutte le decisioni sul piano strategico dell’ultimo periodo sono state prese all’unanimità tra tutti i sindaci del territorio. La sintonia si estende anche ai due direttori generali, all’assessore regionale e al presidente della Regione: credo che sia una congiuntura favorevole forse mai avvenuta in provincia di Modena, che dobbiamo cogliere per fare un progetto che parli ai cittadini, salvaguardi la sanità e impedisca di tagliare le prestazioni in favore di una economia di scala che possa concentrare le risorse su un’offerta più qualificata e più razionale».
Sant’Agostino pedonalizzato
Argomento dell’intervista è stato anche il futuro dell’area di largo Sant’Agostino, dove proprio in questi giorni sono in partenza tutte le iniziative estive. «Avremo i due grandi polmoni della cultura: l’arte moderna e antica nel Palazzo dei Musei e la cultura contemporanea nella Fondazione Ago. Dialogheranno attraverso un ponte ideale che è quello della piazza, come accadrà questa estate – ha commentato Mezzetti – La piazza dovrà, nel suo destino, attraverso il percorso partecipato che inizierà il 24 giugno, arrivare al progetto di un’area parzialmente pedonalizzata: resteranno soltanto i mezzi pubblici e quelli di emergenza, senza parcheggi. In autunno inizierà tutto l’iter burocratico per dare il via alla progettazione esecutiva e poi ai lavori. Forse già quest’inverno, a Capodanno, potremo avere un’anticipazione di questo scenario».
Nessun rimpasto di giunta
In chiusura, sul tema di governo, il sindaco è stato chiaro: «Assessori tutti confermati, nessun rimpasto all’orizzonte» sul tema giunta e invece sul secondo mandato ha sottolineato come non sia questo il momento adatto per aprire la riflessione: «Ho grande rispetto per il Pd così come ho grande rispetto per tutti i partiti. Non sono io ad autopropormi, saranno i fatti a decidere se ho fatto bene o ho fatto male e i fatti decideranno se ci saranno le condizioni politiche per una ricandidatura o se sarà richiesto un ricambio. Non è il momento per pensare al 2029, non apriamo chiacchiericci: c’è ancora tanta strada da fare e tanto da lavorare, si deciderà tutti insieme, alla luce, ripeto, del lavoro svolto».
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