Gazzetta di Reggio

Il funerale

L’addio a Joele, morto travolto in bicicletta. La sorella: «Sei stato la luce della mia vita». La mamma legge il suo tema

Alice Tintorri
L’addio a Joele, morto travolto in bicicletta. La sorella: «Sei stato la luce della mia vita». La mamma legge il suo tema

Reggio Emilia: chiesa gremita al funerale del bambino vittima del tragico incidente stradale

3 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia «Jojo, da quando eravamo piccoli, sei stato la luce della mia vita». Con la voce rotta e una forza disarmante, Elestea Malvasi, la sorella quattordicenne di Joele Nathan, morto travolto da un mezzo che raccoglie i rifiuti mentre era in bicicletta, ieri durante i funerali dell’11enne ha letto nella chiesa del Sacro Cuore le parole commoventi dedicate al suo piccolo grande «compagno di vita».
 



Accanto a lei, per farsi forza a vicenda in un momento drammatico, la mamma e il fratellino Noha, abbracciati e uniti in un pianto inconsolabile. «Mi ricordo ancora quell'estate di tanti anni fa, quando ti buttasti nel mare dal pedalò per vedere cosa ci fosse, oppure quando mettesti la cintura di sicurezza al bombolone per paura che si facesse male. Jojo, anche se tu eri il fratello minore, mi hai insegnato tanto. Siamo cresciuti insieme, condividendo segreti, sogni e sfide di tutti i giorni. Eri il mio complice, il mio confidente, e nei momenti più difficili, la spalla sulla quale potermi appoggiare». Un ragazzo d’oro. Aveva appena finito le scuole elementari Calvino ed era pronto ed emozionato all’idea di un nuovo inizio alle medie Lepido di via Premuda. Un bambino che adorava la propria famiglia e che non mancava mai di esprimere alla mamma e al papà e ai due fratelli la propria immensa gratitudine.
 



Il suo tema
«Sono nato il 3 gennaio 2015. Vengo dal basket, con le sue spinte, i suoi abbracci, le vittorie e le sconfitte. Vengo da mia sorella e mio fratello e li amo, anche in mezzo alle litigate. Vengo dai miei genitori, quelle persone che hanno scherzato, riso, pianto e sono cadute, ma si sono rialzate, con l’aiuto del coraggio. Vengo anche dai piatti cucinati da mia madre, morbide coccole. Io sono io e non devo mai dimenticarlo. Voglio aiutare sempre il prossimo, con tutta l’educazione che i miei genitori mi hanno dato. Grazie mamma e papà, e a tutti quelli che mi hanno aiutato nei momenti di difficoltà» raccontava il bambino in un tema scritto a scuola. «Io sono Nathan e vengo anche da alcune sconfitte. Io sono un bimbo che aiuterà sempre. Io sono io, non me lo devo mai dimenticare. Grazie mamma, grazie papà» scriveva il piccolo Joele, tra i banchi della scuola elementare. Le sue parole, lette tra le lacrime dalla mamma Maria Elestea Gargano, hanno commosso la chiesa del Sacro Cuore tra preghiere e abbracci.
 



Come una poesia, hanno permesso anche a chi non ha avuto il privilegio di conoscere Joele Nathan di immaginarlo. «Vederti crescere e diventare la persona meravigliosa che sei stata, è uno dei doni più grandi della mia vita» ha proseguito commossa Elestea. «Oggi mi fa male il cuore, pensando a tutti i traguardi meravigliosi che non potremo mai più festeggiare e ai discorsi che non potremmo mai più fare. Ma ti prometto una cosa: porterò sempre con me il tuo sorriso e la tua energia. Porteremo con noi il tuo ricordo e attraverso di me continuerai a far parte di questo nostro mondo. Veglierò su di te, proprio come tu veglierai su di me e sulla nostra famiglia da lassù – ha concluso la sorella maggiore –. Continua a splendere ovunque tu sia. Sarò per sempre tua sorella, Elestea». © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google