Gazzetta di Reggio

Tumore endometrio, Bignami (Loto): "Centri dedicati e accesso a esami molecolari per tutte le pazienti"

2 MINUTI DI LETTURA





Milano, 29 giu. (Adnkronos) - “Per molto tempo questa patologia” il tumore dell’endometrio “è stata considerata una sorta di ‘Cenerentola’ dell'oncologia: non esistevano terapie mirate al di fuori della chemioterapia e i passaggi chirurgici venivano eseguiti in qualsiasi struttura, partendo dal presupposto che non facesse alcuna differenza. Oggi dobbiamo guardare a questa malattia sotto una nuova luce, garantendole la giusta attenzione clinica alla luce di trattamenti che offrono ottimi esiti. Per farlo, però, sono necessari centri dedicati e l'accesso agli esami molecolari per tutte le pazienti”. Così Manuela Bignami, direttrice di Loto Odv, intervenendo oggi all’incontro, organizzato a Milano da AstraZeneca, “Tumori, oltre il silenzio della malattia: il valore dell’immunoterapia oggi”. Bignami si sofferma ancora sulla patologia sottolineando l’importanza di “fare informazione sulla prevenzione e sui sintomi d'esordio”: "Le donne devono sapere che in caso di sanguinamento anomalo è fondamentale rivolgersi subito al medico di medicina generale o al ginecologo - osserva - individuare la malattia in uno stadio precoce, come per qualsiasi altra patologia, fa davvero la differenza”. “Negli ultimi anni abbiamo assistito a numerose innovazioni terapeutiche e a una vera e propria riclassificazione della patologia, che oggi viene considerata un tumore ‘a quattro facce’ - si sofferma la direttrice dell’associazione - Questa classificazione molecolare ha aperto la strada a una medicina di precisione sempre più incisiva e alla scoperta di nuove opportunità di cura, come i recenti farmaci immunoterapici”. Ma avere a disposizione terapie innovative non basta, “oggi è fondamentale che queste nuove opzioni terapeutiche vengano tradotte per le pazienti in modo rapido e che siano accessibili su tutto il territorio nazionale - dice - Come associazione di pazienti, il nostro impegno è far passare un messaggio chiaro: l'innovazione è completa solo quando il farmaco è equamente accessibile a tutti. Non può esserci una sanità che dipenda dalla regione di residenza. L'innovazione scientifica deve quindi procedere di pari passo con l'innovazione dei sistemi organizzativi sanitari, altrimenti avremo fallito tutti”, conclude.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google