La Cisl a Unindustria: «Ecco i cinque punti per rilanciare Reggio Emilia»
Rosamaria Papaleo scrive al nuovo presidente degli industriali Alessandro Malavolti:«Crescita produttività, emergenza casa, emergenza demografica, rilancio manifatturiera e intelligenza artificiale»
Reggio Emilia Non ha lasciato indifferenti il primo discorso di Alessandro Malavolti da presidente degli industriali reggiani.
Una delle prime a commentare le parole del nuovo numero uno di via Toschi è la segretaria della Cisl dell’Emilia Centrale, Rosamaria Papaleo, partendo da quello che, a giudizio della leader del sindacato di via Turri potrebbe essere un riferimento a chi governa la città: «“Non ci viene chiesto di difendere il passato ma di meritare il futuro”, ha detto il nuovo presidente, Alessandro Malavolti. E – secondo Papaleo – sono parole che pesano come un macigno in questa città dove la comfort zone dell’autocelebrazione e dell’amministrazione del vantaggio politico hanno messo in ombra, troppo a lungo, la necessità di guardare dritti in faccia gli autogol pesanti commessi – il polo della moda saltato e una strategia pari a zero sulla logistica, per dare tue titoli – e l’illusione di poter osservare da bordo campo i cambiamenti». E poi ancora: «Non chiederemo a Confindustria di pensarla come la Cisl, ma di non sprecare un’occasione di cambiamento che non tornerà. Per farlo – sottolinea Papalero – Reggio ha bisogno di una classe dirigente che non confonda prudenza con immobilismo, che sappia scassare riti, procedure, timori reverenziali che avevano un senso nel ‘900 ma che ora possono solo essere pietre al collo. Vale nel campo dell’imprenditoria, vale in quello sindacale. Vale (doppio) nel campo politico, quello che dovrebbe stimolare il confronto dinamico per poi decidere le regole del gioco. Caratteristiche da recuperare, senza nuove improvvisazioni o avventurismi amministrativi».
Poi, tornando a rivolgersi al numero uno degli industriali reggiani, la segretaria della Cisl individua una piattaforma di cinque punti per un «nuovo patto sociale» attorno a cinque temi, su cui «la Cisl è pronta a fare la propria parte». Cinque nodi «Il primo – si legge nella nota – è la crescita della produttività, per riaccendere i salari. Altra strada non c’è. Se la dignità di chi lavora resta al palo, il territorio consuma capitale umano. Il secondo è l’emergenza casa, infrastruttura produttiva e demografica da tradurre in welfare e contrattazione. Le imprese di Reggio hanno la forza per aprire questo capitolo. Il terzo è l’emergenza demografica: entro il 2042 Reggio avrà il 22 per cento in meno di forza lavoro. Vogliamo sollecitare insieme il superamento della pessima legge Bossi-Fini? Il quarto – prosegue Papaleo – è il rilancio manifatturiero: ha bisogno di mercato interno, investimenti pubblici nell’innovazione ed energia competitiva. Per questo occorre un confronto senza tabù sull’opportunità dell’energia nucleare, anche nei nostri distretti. Infine, l’intelligenza artificiale. A Reggio può diventare un progetto industriale e per riuscirci servono due leve: strutturare il rapporto con Unimore e condividere che l’ai debba essere materia di partecipazione e contrattazione: algoritmi trasparenti, formazione permanente, tutela delle professionalità, riconoscimento del valore prodotto dai dati dei lavoratori».© RIPRODUZIONE RISERVATA
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