Gazzetta di Reggio

Il lutto

L'ultimo saluto a Raffaele Stipa: centinaia di persone ai funerali del pizzaiolo ucciso

Ambra Prati
L'ultimo saluto a Raffaele Stipa: centinaia di persone ai funerali del pizzaiolo ucciso

Reggio Emilia: anche il sindaco e il prefetto all’addio, la lettera dei figli: «Grazie papà» e l’applauso della folla

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Reggio Emilia Una chiesa gremita, centinaia di persone raccolte nel dolore e un lungo applauso hanno dato l'ultimo saluto a Raffaele Stipa, il 67enne titolare della pizzeria Yoghi ucciso a coltellate due settimane fa nel suo locale di via Gran Sasso d'Italia. Familiari, amici, clienti e tanti cittadini hanno riempito questa mattina la chiesa di San Luigi Gonzaga per stringersi a tutta la famiglia, sconvolta da una tragedia che ha profondamente colpito la città. Tra i presenti anche il sindaco Marco Massari e l'assessora Stefania Bondavalli, che hanno voluto testimoniare la vicinanza delle istituzioni, così come il prefetto di Reggio Emilia, Salvatore Angieri.


Durante la celebrazione, officiata da don Roberto Bertoldi, è stata letta una toccante lettera scritta dai figli di Raffaele Stipa. «Grazie papà», le parole con cui hanno voluto salutare il padre, ricordandone l'affetto, la generosità e il punto di riferimento che è stato per la famiglia. Al termine della lettura, la chiesa si è stretta in un lungo e commosso applauso. Nell'omelia, don Bertoldi ha invitato tutti a riflettere su quanto accaduto. 

Il delitto

Raffaele Stipa era stato ucciso la sera del 29 giugno all'interno della sua pizzeria da Andrea Pellati, 43 anni, cliente abituale del locale. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l'uomo aveva scavalcato il bancone e colpito il pizzaiolo con diverse coltellate. Nel tentativo di difenderlo era rimasta ferita anche la sorella della vittima, Antonella. Pellati era stato arrestato poche ore dopo dalla Squadra Mobile nella casa dei genitori, a poca distanza dalla pizzeria. Nei giorni scorsi il giudice ha confermato il fermo dell'indagato, escludendo però la premeditazione. Restano aperti alcuni aspetti dell'inchiesta, tra cui quello relativo all'arma del delitto: il coltello sequestrato subito dopo l'omicidio potrebbe infatti non essere quello utilizzato per uccidere Stipa, circostanza ancora al vaglio degli investigatori.

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