La Curia contro la mostra sui santi: «Quelle opere turbano i fedeli»
Correggio: nel mirino l’esposizione “God Save The Saints” al Museo Civico d
Correggio La mostra sui santi in corso fino a domenica al Museo Civico di Correggio ha provocato un «senso di turbamento» in molti. Non è una “scomunica”, ma la Curia reggiana non le ha mandate a dire, con citazioni del Concilio Vaticano II e dei Papi, facendosi portavoce ieri dello scompiglio che ha provocato la mostra “Gode Save The Saints”, inaugurata lo scorso 6 giugno. Qui sono raccolte le opere realizzate da Michael Rotondi e dal correggese Giulio Zanet che prendono ispirazione dalle figure dei santi della tradizione cristiana, presentandoli attraverso “nuove chiavi di lettura”, come si legge nella presentazione della mostra, curata da Francesca Baboni e Stefano Taddei. «Non si rinviene in queste rappresentazioni l’adesione all’appello che il Concilio Vaticano II rivolse agli artisti: “Ricordatevi che siete i custodi della bellezza nel mondo: questo basti ad affrancarvi dai gusti effimeri e senza veri valori, a liberarvi dalla ricerca di espressioni stravaganti o malsane” - spiega la Curia -. Proprio per questo, si ricorda che le immagini dei santi e i simboli della tradizione cristiana non sono per i credenti semplici riferimenti culturali o temi estetici, ma realtà legate alla preghiera, alla memoria della fede e alla devozione personale e comunitaria».
La volontà espressa dalla Curia non è quella di censurare, bensì di «avere dagli artisti sempre nuove suggestioni». «La Curia diocesana non intende giudicare le intenzioni degli artisti, ma desidera dare voce anche a quanti hanno vissuto con interrogativi o con disagio profondo alcune modalità di rappresentazione di ciò che per loro è espressione del sacro - prosegue -. Del resto Papa Leone XIV ha portato il discorso sull’arte nella sua dimensione di relazione tra popoli e storie. La bellezza di cui gli artisti sono indagatori non genera opere per diventarne gelosi possessori ma come frutto che si moltiplica in una indagine empatica tra le persone nella profondità del mistero. Leone XIV scrive che alcune opere hanno assunto valore profetico e cita Beethoven con la Nona, Picasso con Guernica, Schindler’s List, “scintille che impediscono la normalizzazione del male” (Magnifica Humanitas, 2026). L’auspicio - conclude la Curia - è che il confronto tra linguaggi contemporanei e tradizione artistica cristiana possa avvenire nella ricerca della bellezza, della verità e del rispetto».
La replica
Non si fa attendere la risposta dell’amministrazione di Correggio che «accoglie con attenzione e rispetto le considerazioni espresse dalla Curia diocesana in merito alla mostra God Save The Saints, ospitata presso il Museo civico “Il Correggio”. L’amministrazione comprende come la rilettura contemporanea di immagini e figure profondamente legate alla tradizione cristiana possa suscitare sensibilità differenti, interrogativi o turbamento, soprattutto in chi attribuisce a quei simboli un particolare valore religioso e devozionale. Condivide pertanto l’importanza di mantenere aperto un confronto fondato sull’ascolto e sulla reciproca considerazione, come auspicato anche dalla Curia». Dopo questa premessa il Comune spiega che la «scelta espositiva del Museo è nata dalla volontà di mettere in dialogo il patrimonio della tradizione con i linguaggi dell’arte contemporanea, senza alcuna intenzione di offendere la sensibilità dei credenti o di sminuire il significato che le figure dei santi rivestono per molte persone».
«La storia dell’arte ci insegna che il confronto con il sacro è sempre stato complesso e ha spesso generato reazioni differenti», dichiara l’assessore alla cultura Gabriele Tesauri. «È accaduto anche a grandi artisti come Caravaggio, alcune delle cui opere furono inizialmente accolte con perplessità o rifiutate perché considerate troppo lontane dalle forme tradizionali. Non si tratta naturalmente di equiparare esperienze artistiche diverse, ma di ricordare che l’arte, anche quando ci interroga o ci mette a disagio, può aprire occasioni di riflessione e di confronto». «Riteniamo che un museo civico debba essere un luogo aperto, nel quale possano convivere sguardi e sensibilità differenti. Un luogo in cui ciascuno possa apprezzare un’opera, discuterla, interrogarla o anche non riconoscersi nel linguaggio proposto. Accogliamo quindi con rispetto le osservazioni emerse, confermando allo stesso tempo la fiducia nel lavoro del Museo e nella scelta di favorire il dialogo tra tradizione e contemporaneità». La mostra che raccoglie le opere di Rotondi e Zanet ispirate alle figure dei santi della tradizione cristiana, si concluderà pertanto come previsto domenica. L’amministrazione auspica che «questi ultimi giorni possano rappresentare un’ulteriore occasione di visita e di confronto sereno, nel rispetto delle diverse sensibilità». l © RIPRODUZIONE RISERVATA
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