Gazzetta di Reggio

Il sondaggio

«Più sicurezza e luoghi di incontro»: ecco cosa chiedono i giovani per il centro storico

«Più sicurezza e luoghi di incontro»: ecco cosa chiedono i giovani per il centro storico

Reggio Emilia: in 605 hanno risposto al questionario della Consulta: «Coinvolgiamoli»

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Reggio Emilia Cosa chiedono i giovani per il centro storico? Ha voluto indagarlo la Consulta, l’organo di partecipazione che da 3 anni è impegnato ad ascoltare e portare all’amministrazione comunale i bisogni di chi vive nell’esagono. Per rispondere ha pensato a un questionario che ha sottoposto a ragazze e ragazzi dagli 11 ai 31 anni, nella seconda parte del 2025. Ed ecco è risultati: «Il centro storico continua a essere il simbolo di Reggio per le nuove generazioni. Ma i giovani lanciano un monito preciso: perché continui a rappresentare il cuore della città deve tornare a essere un luogo da vivere, sicuro, accogliente e capace di offrire occasioni di incontro e socialità».


È questo, infatti, il messaggio più significativo che emerge dall’iniziativa dal titolo “Tu e il Centro Storico”. La distribuzione è avvenuta principalmente nelle scuole secondarie presenti in centro storico, all’Università e attraverso altri canali. Hanno risposto in 605 con un’età media di 17,8 anni.

Dopo una prima indagine rivolta all'intera cittadinanza nel 2023, la Consulta ha scelto questa volta di dare voce alle nuove generazioni, spesso le grandi assenti nei percorsi partecipativi. L'obiettivo era comprendere come ragazze e ragazzi vivono il centro storico, quali bisogni esprimono e quali idee propongono, per trasformare questo patrimonio di osservazioni in proposte concrete da sottoporre all'Amministrazione comunale. Perché il futuro del centro passa anche dalla capacità di renderlo un luogo attrattivo e vissuto dai giovani, giovani che oggi sembrano invece più attirati dalle offerte dei centri commerciali.

La buona notizia

Il dato forse più incoraggiante è che il centro storico conserva un forte valore identitario. Due giovani su tre lo indicano come il luogo simbolo di Reggio Emilia, davanti alle chiese, alle piazze, ai luoghi della cultura e al Tricolore. È un patrimonio di appartenenza che conferma quanto sia sempre attuale l'obiettivo della Consulta di "rimettere il centro al centro".

Bello, ma fragile

C'è un dato che racconta meglio di ogni altro il rapporto tra i giovani e il centro storico. Tra gli aggettivi più utilizzati per descriverlo compaiono infatti, da un lato, "pericoloso/insicuro" (31%) e, dall'altro, "bello/affascinante" (21%). Due immagini solo apparentemente inconciliabili che restituiscono una fotografia precisa: il centro storico continua a essere percepito come un luogo ricco di fascino e identità, ma allo stesso tempo viene vissuto come uno spazio in cui non sempre ci si sente liberi e sicuri. Il messaggio che arriva dai giovani non è quello di un rifiuto del centro, bensì la richiesta di valorizzarne le potenzialità e renderlo un luogo da vivere quotidianamente. 

Le richieste: sicurezza e spazi di aggregazione

Le richieste che emergono dalla survey sono chiare. La sicurezza rappresenta una priorità, ma non è l'unica. Più del 70% dei ragazzi dichiara di incontrare gli amici nei bar, ma allo stesso tempo chiede spazi di aggregazione che non richiedano necessariamente una consumazione. Emergono inoltre la richiesta di aree verdi curate e attrezzate, iniziative culturali e sportive dedicate e luoghi capaci di favorire relazioni, senso di appartenenza e partecipazione alla vita della città.

La voglia di partecipare

Uno degli aspetti più significativi dell'indagine riguarda la partecipazione. Oltre cento ragazzi/e che hanno compilato il questionario hanno scelto anche di utilizzare lo spazio finale del questionario per scrivere idee, osservazioni e proposte. Un segnale che dimostra come le nuove generazioni abbiano voglia di contribuire al futuro della città quando viene loro data l'opportunità di essere ascoltate.

Le parole dei giovani

I suggerimenti lasciati nello spazio aperto del questionario restituiscono un'immagine ancora più nitida di quella emersa dai dati. Le richieste si concentrano soprattutto su due temi: da un lato la sicurezza, dall'altro la voglia di tornare a vivere il centro storico. Molti ragazzi chiedono di sentirsi liberi di attraversare il centro anche nelle ore serali senza timori, richiedono una maggiore presenza di forze dell’ordine per poterlo fare in sicurezza. Inoltre, chiedono una maggiore cura degli spazi pubblici; allo stesso tempo immaginano un centro più vitale, con eventi, luoghi di incontro, negozi, aree studio, parchi attrezzati e occasioni di socialità dedicate ai giovani. Tra le testimonianze raccolte colpiscono frasi come: «Ho 17 anni e non posso tornare a casa da sola quando fa buio perché ho paura di essere aggredita» oppure «Per rendere il centro più vitale e vivibile si potrebbero organizzare più eventi culturali e musicali, creare spazi dedicati ai giovani come aree studio o ritrovo». Due voci diverse, ma accomunate dalla stessa richiesta: poter tornare a vivere il centro storico con serenità e sentirlo davvero come uno spazio di appartenenza.


Dall'ascolto alle proposte

Per la Consulta il questionario non rappresenta un punto di arrivo, ma una nuova tappa di un percorso di ascolto avviato con la precedente indagine rivolta alla cittadinanza e passata per tutte le iniziative fin qui svolte. I risultati sono sempre stati tradotti in proposte presentate all'Amministrazione comunale nell'ambito dell'attività della Consulta e dei Patti d'Ambito e in ogni interlocuzione avuta con la giunta in questi anni, affinché i bisogni possano trasformarsi in azioni concrete. Faremo la stessa cosa anche stavolta. Inoltro, vogliamo tenere aperto questo dialogo e confronto con le scuole che hanno partecipato   per restituire a ragazzi/e e insegnanti i risultati e continuare a coinvolgerli in questo progetto di partecipazione. L’intenzione è quella di organizzare incontri nelle scuole all’avvio del prossimo anno scolastico.


Dichiarazione

«Sappiamo bene che il campione raccolto è limitato. Ma, per una realtà come la Consulta, composta da cittadini che operano su base volontaria, riuscire a coinvolgere oltre seicento ragazze e ragazzi rappresenta un risultato importante e un patrimonio di ascolto che riteniamo significativo, del quale ringraziamo i membri che più si sono adoperati Barbara Bizzarri, Lupo Canova con Debora Formisano coordinatrice del GCC Focus sul centro storico – dicono dalla Consulta – Dei risultati, ci ha colpito soprattutto un aspetto: questa survey conferma quanto era già emerso dal questionario rivolto all'intera cittadinanza. Il tema della sicurezza continua a essere una delle principali preoccupazioni di chi vive e frequenta il centro storico. Ma i giovani ci dicono anche qualcosa di più: che hanno ancora a cuore il centro storico».

«Il contesto in cui si cresce non è neutro. Numerosi studi dimostrano che luoghi caratterizzati da scarsa coesione sociale, pochi spazi di aggregazione e aree verdi poco curate incidono negativamente sul benessere delle persone, mentre comunità coese e territori capaci di favorire relazioni rappresentano un importante fattore di protezione, soprattutto per i più giovani. E noi vogliamo che il centro storico abbia questo ruolo – evidenziano -. Per questo riteniamo che le indicazioni emerse siano molto chiare e rappresentino anche una direzione di lavoro per la città: favorire luoghi di aggregazione per i giovani che non siano solo locali, mettere a loro disposizione spazi verdi curati e attrezzati, rafforzare così la coesione sociale, garantire a tutti la libertà di viverlo in sicurezza». «Come Consulta continueremo a fare ciò che è nel nostro ruolo: ascoltare, elaborare proposte e portarle all'attenzione dell'Amministrazione comunale. Perché rimettere il centro al centro non passa solo attraverso gli eventi, ma anche i luoghi: significa costruire un centro storico che sappia essere quotidianamente il luogo delle relazioni, della partecipazione dove costruire insieme il futuro della città».

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