Gazzetta di Reggio

L’intervista

Guastalla diventa set cinematografico, al via le riprese di “Non mi piegherò” di Aurora Incalza

Mattia Amaduzzi
Guastalla diventa set cinematografico, al via le riprese di “Non mi piegherò” di Aurora Incalza

Il film, scritto e diretto dalla 25enne reggiana, affronta il tema delle relazioni tossiche e della dipendenza emotiva

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Guastalla Prenderanno il via il 3 ottobre a Guastalla le riprese di “Non mi piegherò”, l’opera prima scritta e diretta dalla 25enne Aurora Incalza. Il film, un lungometraggio dalla durata prevista tra i 95 e i 110 minuti, affronta con coraggio il tema delicato delle relazioni tossiche e della dipendenza emotiva, ponendo al centro della narrazione l’ambientazione suggestiva della Bassa Reggiana, in particolare di Guastalla.

Un progetto che nasce da un percorso intimo e personale dell’autrice: «Il film è nato da un’esperienza pregressa, un periodo buio in cui ho vissuto una forte dipendenza emotiva e subito silenzi punitivi. Inizialmente volevo realizzare un cortometraggio per andare sul sicuro, poi la storia si è evoluta inglobando parti della mia vita passata e presente». Nonostante la complessità del tema, l’opera si propone di trasmettere un messaggio positivo e di profonda consapevolezza. «Attraverso questo film voglio trasmettere chi sono io e offrire un supporto», prosegue la regista. «È nato come un futuro insegnamento, l’ho pensato per poterlo proporre anche nelle scuole emiliane e in tutta Italia. Non voglio che le persone si sentano sole ad affrontare queste dinamiche».

Il piano di lavorazione prevede sei fine settimana di riprese distribuiti nei mesi di ottobre e novembre, con conclusione fissata per il 22 novembre. Le location valorizzeranno gli scorci più belli del comune reggiano: dal centro cittadino con via Gonzaga e Palazzo Ducale, a piazza Mazzini, fino alle sponde del fiume Po. Per la realizzazione è stato concesso il patrocinio gratuito dal Comune: «Guastalla mi ha dato un sacco di cose e mi ha fatto crescere tanto. Considero questo film un omaggio alla città». Il cast artistico vedrà otto attori principali affiancati da comparse selezionate sul territorio. Sul piano tecnico la regia si avvale di una squadra di giovani collaboratori, prestando un’attenzione maniacale al comparto audio per garantire un elevato valore qualitativo.

La produzione si sostiene tramite un modello economico partecipativo e una campagna attiva sulla nota piattaforma di crowdfunding Produzioni dal Basso, che ha scelto di sponsorizzare direttamente il progetto. Questo metodo riflette appieno la filosofia di Aurora Incalza: fare cinema partendo dal basso per parlare al grande pubblico, valorizzando le risorse professionali e culturali locali. «Siamo partiti con risorse contenute ma con un’idea precisa di cinema», spiega Incalza. «L’obiettivo è dare voce a narrazioni marginali, a quei territori e a quelle figure umane che difficilmente trovano spazio nelle grandi distribuzioni».

L’approccio adottato è artigianale nel senso più nobile del termine: ogni set diventa un laboratorio a cielo aperto dove le competenze dei professionisti si intrecciano con il supporto delle realtà locali. Di fronte a un mercato dominato dalle piattaforme streaming e da fruizioni rapide, la regista rivendica ritmi produttivi più umani, puntando sulla qualità artistica e sulla formazione dei giovani del territorio, affinché non debbano per forza migrare verso i grandi centri dell’audiovisivo.

La realizzazione di “Non mi piegherò” rappresenta per l’autrice anche il primo passo verso un vero progetto imprenditoriale: la fondazione di una propria casa di produzione cinematografica indipendente nel territorio compreso tra Reggio Emilia e Parma. I primi mesi del prossimo anno saranno dedicati a montaggio e post-produzione, con completamento previsto ad aprile per poi avviare la distribuzione nei festival di settore e alle piattaforme streaming.

Continuare a produrre con rigore, indipendenza e rispetto per il pubblico è la priorità: la sfida resta quella di dimostrare che anche partendo dal basso è possibile fare cultura, creare lavoro e competere con dignità e visione strategica. 

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