Gazzetta di Reggio

Energia, Mazzoncini (A2A): "Autonomia energetica a 80% in 2050 con rinnovabili"

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Cernobbio, 4 sett. (Adnkronos) - “In Italia non disponiamo di combustibili fossili significativi, se si escludono limitate risorse in Basilicata: non abbiamo petrolio né gas. Disponiamo però di acqua, vento, sole e rifiuti. Sono queste le nostre vere fonti autoctone e su di esse dobbiamo puntare, incrementando la produzione da fonti rinnovabili come il solare, garantendo una costante manutenzione degli impianti idroelettrici e valorizzando al massimo i rifiuti attraverso i termovalorizzatori, anziché esportarli o conferirli in discarica. Ipotizzando investimenti mirati sulla generazione energetica - con un focus prioritario sulle rinnovabili - abbiamo la concreta possibilità di far salire l'autonomia energetica del Paese dall'attuale 26% al 49% già entro il 2035, per poi raggiungere l'80% nel 2050. L'ultimo miglio verso la completa copertura del fabbisogno sarà infine affidato al gas, alle centrali termoelettriche e alle evoluzioni del nucleare che si svilupperanno nei prossimi anni”. Lo ha detto Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A, presentando la ricerca dal titolo ‘Investire per competere. Il contributo delle utility a sviluppo e occupazione del Paese’. La conferenza si è svolta durante la 52ª edizione del Forum Ambrosetti organizzato a Cernobbio da Teha Group. E aggiunge: “L'elettrificazione produce due impatti nettamente differenti tra ambito domestico e industriale. Le famiglie italiane presentano oggi un livello di elettrificazione molto basso. La bolletta media di una famiglia si aggira attorno ai 4mila euro complessivi, stimati prima delle recenti tensioni sullo Stretto di Hormuz e delle forti oscillazioni di mercato, suddivisi in 1.800 euro per il carburante dell'auto, 1.300 euro per il gas da riscaldamento e circa 800 euro per la bolletta elettrica. Di fatto, l'energia elettrica rappresenta appena il 20% della spesa energetica familiare”. “Per i consumatori privati - continua l'ad di A2A - un'elettrificazione più spinta, intesa come sostituzione della caldaia a gas con la pompa di calore, adozione del piano a induzione e passaggio al veicolo elettrico, genera un risparmio consistente, dato che queste tecnologie vantano un'efficienza decisamente superiore rispetto alle alternative termiche. Abbiamo stimato che una maggiore elettrificazione dei consumi domestici possa garantire un risparmio di circa mille euro sui 4mila totali: una contrazione della spesa pari al 29%. Per quanto riguarda invece le aziende - aggiunge Mazzoncini - che sono già molto elettrificate, c'è un po' di spazio, ma non così tanto come con le famiglie. L'importante è abbassare il prezzo dell'energia elettrica e in questo caso l'abbassamento del prezzo passa sicuramente tramite le rinnovabili. Perché le rinnovabili, appunto, ci tolgono dalla dipendenza e dagli shock energetici e soprattutto perché sono oggi strutturalmente il modo più economico per produrre energia”, afferma. “In questo caso abbiamo stimato che il valore che può generare da qui al 2050 per le imprese può arrivare a 80 miliardi, che a loro volta, se reinvestiti, possono dare davvero un grande boost di competitività alle nostre aziende”, conclude.

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