Gazzetta di Reggio

L’iniziativa

Commercio in crisi, al via la petizione per salvare i piccoli negozi: nel primo giorno raccolte 650 firme

Ambra Prati
Commercio in crisi, al via la petizione per salvare i piccoli negozi: nel primo giorno raccolte 650 firme

Reggio Emilia, l’iniziativa di Confesercenti per chiedere una legge, fondi nazionali e l’istituzione delle Zest

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Reggio Emilia Nella prima giornata la petizione lanciata da Confesercenti per chiedere una legge nazionale di salvataggio dei negozi di vicinato ha raccolto 650 firme.

«Nonostante le condizioni meteo ci abbiano penalizzato (per il maltempo il banchetto in piazza Del Monte ha dovuto interrompere in anticipo), l’iniziativa è stata un successo – ha detto il presidente di Confesercenti Reggio Emilia Dario Domenichini –. Si sono presentati diversi amministratori, sia della giunta sia dell’opposizione; del resto questa è una campagna bipartisan che riguarda tutti. Hanno aderito anche tanti cittadini, segno che una certa sensibilità si è fatta strada». Sul fronte dei commercianti «già nelle settimane scorse abbiamo svolto un porta a porta nelle attività, raccogliendo l’adesione di alcuni clienti». L’associazione di categoria si aspettava «un maggior successo della firma digitale tramite lo Spid, mentre in realtà molte persone hanno delle difficoltà e preferiscono la raccolta cartacea».

La petizione di iniziativa popolare deve raccogliere 50mila firme entro inizio ottobre per poter proporre una legge nazionale (che il Parlamento dovrà approvare) sull’istituzione delle Zest (zone economiche speciali di prossimità): aeree che godranno di semplificazioni amministrative, agevolazioni fiscali e sostegno finanziario tramite un Fondo dedicato da 600 milioni di euro l’anno. Un tentativo di arginare l’ecatombe dei piccoli negozi che, in centro storico così come nei piccoli Comuni, stanno sparendo.

Tra i sottoscrittori della petizione l’assessore all’Economia urbana e al Commercio Stefania Bondavalli e il sindaco di Reggio Marco Massari. «Ho firmato perché difendere il commercio di prossimità significa difendere la qualità della vita dei cittadini e l’attrattività stessa delle nostre città – ha commentato Massari –. Negli ultimi dieci anni in Italia sono scomparse 140mila attività e 1.100 Comuni non hanno più nemmeno un negozio alimentare. Le azioni che possiamo mettere in campo a livello locale da sole non bastano ad affrontare un fenomeno di queste dimensioni. Per questo serve una legge nazionale e un piano contro la desertificazione commerciale».

Oggi si replica con la seconda mattinata di raccolta firme. Dalle ore 9 alle ore 13 i banchetti si troveranno a Reggio in piazza del Monte, Correggio in corso Mazzini, Novellara in piazza Unità d’Italia, Casalgrande via Moro, San Polo in piazza Matteotti, Villa Minozzo in piazza Martiri di Cervarolo. 

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