Morto sul lavoro schiacciato da un palo della luce: «Colpa sua». Ma la famiglia non ci sta
Elias D’Elia, operaio 61enne di Benevento padre di due figli, perse la vita in un incidente al Camping Parco dei Castagni di Montecreto il 20 settembre 2023. Per il pm fu lui a fare una manovra pericolosa, per la famiglia la colpa fu dei datori di lavoro
MONTECRETO. È morto sul lavoro a causa della caduta di un palo della luce, a 61 anni. Per la Procura la colpa è stata sua. Ma la famiglia non ci sta, e incalza sulla responsabilità dei datori di lavoro. È una vicenda che riporta a quanto accaduto a Montecreto il 20 settembre 2023. Quel giorno la cornice fiabesca del Camping Parco dei Castagni si trasformò nel teatro di una tragedia.
La tragedia
Tre operai di una ditta specializzata stavano lavorando in un’area del camping distante una cinquantina di metri dall’ingresso. Qui c’era un vecchio palo in legno che andava spostato per rendere più idoneo il passaggio della linea telefonica all’interno del camping. Col tempo però, come in tanti scenari di montagna, rami e vegetazione avevano finito per avvolgere il palo. Gli operai dunque dovevano procedere prima di tutto alla rimozione dei rami e alla pulizia, poi all’intervento sul palo. Due di loro in particolare stavano effettuando le operazioni di taglio su due grossi rami che interferivano con la linea. Uno era sulla scala, all’altezza di circa 3 metri, e l’altro a terra. Non è chiaro ancora se per il peso della scala o la rimozione dei rami che facevano d’appoggio, fatto sta che all’improvviso il palo, senza che fosse stato tagliato, ha ceduto, cadendo e schiacciando l’uomo che era a terra. È tutto avvenuto in un secondo, e non ha avuto il tempo di mettersi in salvo. Si tratta di Elias D’Elia, 61 anni, originario di Caracas ma residente a Benevento.
In tribunale
Per quanto accaduto, sei persone sono finite indagate per omicidio colposo: i rappresentanti della ditta incaricata, un consulente e il rappresentante di un’altra società che aveva ceduto alla prima il lavoratore D’Elia in regime di somministrazione. Sono difesi dagli avvocati Guido Sola di Modena ed Elisa Marini di Milano. A seguito delle indagini però la Procura non ha ravvisato responsabilità da parte dei sei per l’accaduto, che sarebbe da ricondurre a una manovra che la vittima avrebbe fatto nella rimozione del palo, ritenuta al di fuori delle procedure di sicurezza. Per questo è stata chiesta l’archiviazione. La moglie e i figli di D’Elia, di 26 e 35 anni, però non ci stanno, e ieri davanti al giudice hanno fatto opposizione tramite l’avvocato Camilla Minicozzi di Benevento, secondo cui le responsabilità per l’accaduto sono da ricondurre ai datori di lavoro. Il giudice si è preso tempo per approfondire gli aspetti sollevati.
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