“Pappa”, “biscotto”, “andiamo?”: ecco perché usiamo la vocina con il nostro cane e funziona
Il tono dolce e acuto attira l’attenzione dei nostri amici a quattro zampe e rafforza il legame affettivo: ecco cosa succede nel loro cervello quando usiamo il “maternese”
Ieri sono andata a fare la spesa con la Bonnie, l’ho legata fuori dal negozio e uscendo le ho detto “amore mio, sono qui”, ricevendo uno sguardo sorpreso dal signore che stava entrando. Il maternese È perfettamente normale utilizzare con i pet gli stessi fraseggi e toni di voce che usiamo con le persone che amiamo: si chiama “maternese” o “baby talk canino” con cui noi - inconsapevolmente - utilizziamo un canale comunicativo a cui il cervello del cane è biologicamente predisposto a rispondere, esattamente come quello dei bambini. Diversi studi scientifici hanno dimostrato che i nostri pelosi, cuccioli, ma anche adulti, sono molto più attenti e ricettivi se si usa un tono acuto ed emotivo rispetto a un tono di voce piatto o formale e tanto è più acuta la voce, tanto maggiore è il livello di eccitazione mentale e comportamentale (e questo non è sempre un bene, un cane molto eccitabile può diventare fuori controllo ed è il motivo per cui al nostro ritorno a casa dobbiamo salutare il nostro cane con affetto evitando però urletti e gridolini). Il legame affettivo è più forte con chi parla il maternese, ma anche noi ci leghiamo maggiormente con chi ci parla e tratta con dolcezza. L’ormone dell’amore Parlando di baby talk canino noi donne siamo facilitate, le aree uditive del cervello dei nostri pet sono particolarmente sensibili alle voci femminili, ma la cosa più bella è che l’interazione vocale dolce e affettuosa stimola la produzione dell'ormone dell'amore (l’ossitocina) sia nel cane che nell'essere umano, riducendo i livelli di cortisolo, quindi di stress, e aumentando la fiducia reciproca. Niente ci impedisce di raccontargli la lista della spesa, ma i cani non sono scemi e reagiscono maggiormente utilizzando, oltre al tono acuto, anche le parole giuste che i pelosi imparano subito, come “pappa, guinzaglio, pallina, andiamo a fare un giro, biscotto” eccetera, e al cui suono drizzano subito le orecchie. Le parole (e le voci) hanno un peso e “La pappa!!!” non è la stessa cosa della “pappa”.
*Medico veterinario esperto in comportamento animale
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