Gazzetta di Reggio

Delitto di Garlasco, cosa cambia per Alberto Stasi dopo la chiusura delle indagini su Sempio: risponde l'esperto

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Roma, 28 set. (Adnkronos) - La procura di Pavia ha appena fatto sapere di aver chiuso la nuova indagine su Andrea Sempio. Il provvedimento, il nuovo 415 bis, è stato notificato alla difesa dell'indagato. I pm ribadiscono che l'impronta 33, lasciata sul muro della scala dove è stato trovato il corpo senza vita di Chiara Poggi, è attribuibile all’indagato, e aggiungono un particolare: non si può escludere che chi ha toccato il muro avesse le mani imbrattate di sangue. Apparterrebbe a Sempio anche l’impronta di scarpa “modello Frau taglia 42” lasciata dall’assassino nella villetta di Garlasco il 13 agosto 2007 e non ci sarebbe Dna della vittima sui pedali della famosa bici di Alberto Stasi, al momento unico condannato in via definitiva per il delitto di Garlasco. Alla luce delle nuove risultanze, cosa cambia ora proprio per Stasi? Lo ha spiegato all’Adnkronos Daniele Bocciolini, avvocato penalista del foro di Roma. “La Procura di Pavia specifica che non ha mai presentato richiesta di revisione alla Procura generale di Milano, ma che certamente la Procura Generale è al corrente di ogni aspetto di possibile interesse. Questo significa che una volta concluse definitivamente le indagini, la Procura Generale - alla luce degli elementi investigativi raccolti dalla Procura di Pavia - potrà autonomamente presentare richiesta di revisione”, ha detto. Secondo Bocciolini “allo stato, anche qualora non lo faccia di iniziativa la Procura Generale, potrà farlo certamente la difesa di Stasi che da tempo ci sta lavorando. La Procura ha elencato numerosi elementi che possono essere posti a fondamento della revisione (la perizia sul dna sulle unghie, l’impronta 33 e la compatibilità del piede di Sempio con l’impronta rinvenuta sulla scena del crimine). Per presentare istanza di revisione c’è bisogno, infatti, di un elemento di 'novità' che sia idoneo a ribaltare il giudicato penale e che dimostri che il condannato andava prosciolto. Nel caso di specie, certamente, sotto il profilo strettamente processuale, Stasi andava assolto. Si fa anche riferimento alla questione del presunto Dna della vittima sui pedali della bicicletta di Stasi. Secondo la Procura di Pavia esisteva da 19 anni la prova che questo risultato fosse 'negativo' ma questo dato non sarebbe stato versato in atti. Si tratterebbe di un ulteriore elemento che potrebbe fondare la richiesta di revisione, che può essere richiesta, oltre che quando sopravvengono prove nuove, anche quando la condanna è stata pronunciata - in astratto - sulla base di falsità. Ma si tratta di circostanze che debbono essere provate. Tuttavia, questi elementi sicuramente favorevoli a Stasi non devono, a mio giudizio, anticipare il giudizio di colpevolezza a carico dell’indagato”.

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