Il “grazie” di Polinago a don Paolo Fratti, che lascia la parrocchia dopo 52 anni
Commozione e tanta gratitudine verso il parroco 91enne che si ritira dopo una vita spesa per il paese dell'Appennino
POLINAGO. Chiesa gremita domenica 27 settembre alla messa delle 10.30 a Polinago per l’omaggio a don Paolo Fratti, che all’età di 91 anni si ritira dopo un lunghissimo servizio nelle parrocchie: 61 anni a Talbignano e 52 a Polinago. Senz’altro tra i parroci da record dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola. Dopo il saluto della domenica precedente da parte delle comunità di San Martino e Talbignano, è stata dunque la volta di quella di Polinago. È stato un momento molto sentito, in cui non sono mancati occhi lucidi, dopo una vita insieme. Ma c’è stata anche tanta gratitudine per quello che don Paolo ha fatto per il territorio. Anche per il suo straordinario impegno per il recupero e la cura delle strutture: tra i tanti interventi per cui si è speso in prima persona, quello del restauro della chiesa plebana di Polinago e dei due campanili, terminato nel 1990. Da ultimo, quello per preservare l’oratorio di Cinghianello.
È stata una messa solenne, con la presenza sia del coro dei giovani che di quello degli adulti, nonché di Claudio Mattioli (che ha suonato l’organo) e Massimiliano Barbolini del gruppo “Amarcord”, che nel pranzo seguito da Martelli hanno poi dedicato al don una versione speciale di “Romagna mia” ripercorrendo la sua storia nella comunità.
Ma prima, dopo la messa, la consegna da parte del sindaco Simona Magnani e del vice Graziano Rossi di una pergamena di ringraziamento realizzata sulle immagini delle sue amate chiese recuperate. Presenti anche i famigliari del don, che hanno ringraziato la comunità di Polinago per averlo fatto sentire a casa per tutti questi anni. «Ci troviamo qui con un misto di tristezza, per una lunga stagione che si conclude, e di gratitudine per tutto ciò che ha saputo donare alla nostra comunità» ha sottolineato Magnani, ringraziando per il lungo servizio «svolto con dedizione, con senso di innovazione, con spirito “imprenditoriale” e costante attenzione alle persone». Ha ricordato anche tutti i sindaci che si sono succeduti durante il suo ministero: il maestro Ermenegildo Casolari (Mareggia), Gian Domenico Tomei, la prof Mara Marasti, Armando Cabri e ora lei. «Un parroco si misura non solo per le funzioni celebrate – ha osservato – ma anche per la capacità di essere vicino alle persone, di ascoltare, di consolare, di tenere unita una comunità».
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