Ladri in azione alla gelateria “Nona Strada”: «Hanno usato un sasso per spaccare la vetrina. Più i danni che il bottino»
Reggio Emilia, è quanto accaduto nella notte tra martedì e mercoledì nello storico locale a Cadè
Reggio Emilia «È maggiore il danno del bottino... Si prova solo rabbia». Questa la reazione dei titolari della Nona Strada di via Giordano Bruno 22 a Cadè, storica gelateria presa di mira nella notte tra martedì e ieri da un paio di ladri. L’intera azione è stata filmata dalle telecamere di videosorveglianza disseminate sia all’interno sia all’esterno dell’ampia proprietà della gelateria affacciata sulla via Emilia.
«Era mezzanotte e mezza. Le immagini hanno ripreso un individuo, all’apparenza giovane, con jeans, felpa e cappuccio calato sul volto», spiega Claudia Aleotti, la moglie del titolare Giovanni Nironi. Il malvivente è arrivato dal retro, da via Nagy, su un’auto guidata da un complice con il ruolo di “palo” che lo ha scaricato e ha compiuto due giri in tondo per poi tornare a riprenderlo. Sul retro c’è un’alta cancellata in ferro battuto, con da una parte un basso muretto ondulato ricoperto di coppi e dall’altro lato della vegetazione accanto al canale di bonifica. Con tutta probabilità il ladro è entrato da lì, perché la rete metallica di recinzione è stata trovata piegata e danneggiata. Una volta all’interno il malintenzionato ha fatto un giro all’esterno, ha tagliato la zanzariera della distesa estiva con i tavolini, poi ha divelto la vetrata dall’altra parte della distesa per assicurarsi la via di fuga.
Evidentemente il ladro non aveva portato con sé gli attrezzi del mestiere perché, come spiega la moglie del titolare, «è uscito dalla distesa alla ricerca di un oggetto contundente: prima ha cercato di sollevare un tombino situato accanto al cestino dei rifiuti (ma i nostri tombini, a differenza di quelli stradali, sono fissati), poi ha pensato di usare un coppo (lo abbiamo trovato appoggiato alla cancellata), infine ha afferrato un bindero (un blocco di tufo o un mattone in pietra per delimitare lo spazio tra il prato e le zone fiorite) per spaccare la porta a vetri laterale». Una volta spaccata la vetrata, il ladro è entrato e si è diretto subito verso il registratore di cassa, che ha forzato e svuotato, per poi risalire con celerità sull’auto che lo attendeva.
«Nel fondo cassa lasciamo una somma minima per il resto del giorno dopo; senza contare che il lunedì siamo chiusi, perciò c’erano meno di un centinaio euro in monete e banconote di piccolo taglio - racconta Claudia - Quello che ci ha stupito è stata la rapidità dell’effrazione: il ladro ha agito in un paio di minuti. Noi abitiamo sopra la gelateria: abbiamo sentito dei rumori, il tempo di alzarci e di andare a controllare ed erano già scappati». Negli anni passati, spiega Claudia, alla Nona Strada si sono verificati tentativi di furto mai andati a segno proprio grazie all’imponente sistema di videosorveglianza. «Quello che lascia l’amaro in bocca è ritrovarsi a dover pagare i danni causati dai ladri per pochi spiccioli: dobbiamo ancora quantificare con precisione, ma di certo l’esborso per noi sarà tre volte tanto il valore di quanto rubato - prosegue la donna - Senza contare che, per ricostruire l’accaduto e poi sporgere denuncia, mio marito ha passato la notte insonne e la mezza giornata seguente in giro».
Sul posto, avvisati dai titolari, si sono recati i carabinieri della Sezione Radiomobile per eseguire il sopralluogo di furto. I militari hanno poi acquisito i filmati delle telecamere. Dall’analisi del video partirà l’indagine per il reato di furto aggravato; per il momento contro ignoti, anche se i carabinieri ritengono di essere in possesso di elementi utili per risalire ai responsabili. l© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
