Gazzetta di Reggio

Tendenze

Reggio Emilia adora i tatuaggi, è boom di imprese: +239%. Nessuna provincia emiliana cresciuta così in fretta

Evaristo Sparvieri
Reggio Emilia adora i tatuaggi, è boom di imprese: +239%. Nessuna provincia emiliana cresciuta così in fretta

Negli ultimi anni gli studi sono passati da 28 a 95. In tutta l’Emilia-Romagna le imprese del settore ora sono 811, nel 2017 erano 343: 468 in più, +136%

3 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia Chi non ha almeno un tatuaggio alzi la mano. Un disegno, una data, un nome, un simbolo: qualcosa che racconti chi siamo, o chi siamo stati, e che resti lì, sotto gli occhi di tutti. La pelle come una tela. E a Reggio di pittori dell’inchiostro ce ne sono sempre di più: in nessun’altra provincia dell’Emilia-Romagna gli studi di tatuaggio e piercing si sono moltiplicati così in fretta. Nel 2017 erano 28, oggi sono 95. I dati sono forniti da Unioncamere-InfoCamere: 67 imprese in più tra giugno 2017 e giugno 2026, +239%. Nove anni fa Reggio era penultima in regione per numero di studi, davanti solo a Ferrara. Oggi ha superato Ravenna, Rimini, Parma e Piacenza e per numeri assoluti è quarta, dietro Bologna, Modena e Forlì-Cesena.

Quarta tra le “grandi”
Il dato tiene anche fuori dai confini regionali. Secondo un’elaborazione sui dati del rapporto, Reggio è diciottesima in Italia per crescita; davanti ci sono soprattutto province piccole, partite quasi da zero, come Avellino (da 5 a 35 imprese) o Trapani (da 4 a 22). Tra le province con almeno 90 imprese, fanno meglio di Reggio solo Latina, Padova e Lecce.

Bologna capitale

In tutta l’Emilia-Romagna le imprese del settore ora sono 811, nel 2017 erano 343: 468 in più, +136%. Per numero la regione è sesta in Italia, dopo Lombardia (1.873), Lazio (983), Veneto (909), Piemonte (856) e Toscana (852), ma corre meno della media nazionale (+160%): peggio fanno solo Valle d’Aosta, Lombardia e Basilicata. In Emilia-Romagna, la capitale dell’inchiostro resta Bologna, con 191 imprese (+142%); il solo capoluogo conta 108 nuove aperture ed è settimo in Italia su questo criterio. Seguono Modena con 106 (+147%), Forlì-Cesena con 99, Reggio con 95, Rimini con 78 (+136%), Ravenna con 70, Parma con 67 (+123%), Ferrara con 60 e Piacenza con 45. Dopo Reggio, l’altra sorpresa è Ferrara, che triplica gli studi da 20 a 60 (+200%). In Romagna invece si tira il fiato: Forlì-Cesena, che nel 2017 era la seconda provincia della regione, cresce “solo” del 94%, come Ravenna (+94%) e Piacenza (+96%), tra gli aumenti più contenuti d’Italia. Chi partiva da numeri bassi ha corso di più, ma non è una regola: Parma partiva quasi alla pari con Reggio (30 imprese contro 28) ed è cresciuta circa la metà.

Ago rosa

Su un dato l’Emilia-Romagna si distingue davvero: più di metà delle imprese del settore, 422 su 811, è guidata da donne. È il 52%: fanno meglio solo Friuli-Venezia Giulia (59,8%), Liguria (54,3%) e Trentino-Alto Adige (52,9%), mentre la media nazionale si ferma al 45,1%. Le imprese giovanili, con titolari under 35, sono 300, il 37% del totale, poco sotto la media italiana (39%). Boom ovunque

Nel Paese le imprese sono passate da 3.695 a 9.614: quasi 6mila in più, +160%. Non c’è regione che arretri. La più veloce è la Sardegna, da 45 a 177 imprese (+293%), poi Puglia (+245%) e Sicilia (+243%). Roma è la prima città con 440 attività (erano 176), mentre il record di crescita tra i comuni della top 10 è di Bari: da 10 a 74 imprese, +640%.

Età ed esperienza

Un ultimo dato smonta un luogo comune. Tra i titolari di imprese individuali gli under 30 scendono dal 25,5% al 18,1%, mentre gli over 50 più che raddoppiano, dal 4,5% al 10,7%. Il grosso è nella fascia tra i 30 e i 50 anni (71,2%). Un mestiere da adulti, in barba a chi crede che tatuare sia un gioco da ragazzi. l © RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google