Uccise Antonietta Berselli durante la fuga dai carabinieri: familiari e Comune di Modena parte civile
Il ventenne chiede il rito abbreviato. Contestate anche le lesioni gravi alla figlia della 89enne e l’aggravante della colpa cosciente
MODENA. È stata ammessa la costituzione di parte civile dei parenti di Antonietta Berselli - tra loro la figlia Milena Righetti - e del Comune di Modena.
Ieri mattina si è svolta una nuova udienza del procedimento a carico del ventenne accusato di aver provocato il tragico incidente del 28 febbraio scorso nel quartiere Crocetta, a Modena. L’incidente costò la vita ad Antonietta Berselli, 89 anni, che si trovava in auto con la figlia quando il mezzo guidato dal ventenne, in fuga da un controllo dei carabinieri, si schiantò contro la loro auto. L’anziana morì poco dopo a causa di un arresto cardiaco provocato dalla violenza dell'impatto.
In tribunale
Ieri mattina si è svolta l’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari Barbara Malvasi nell’ambito del processo a carico del ventenne imputato per l’incidente che ha causato la morte di Antonietta Berselli, nel gravissimo incidente avvenuto alla Crocetta. I difensori dell’imputato, gli avvocati Gianluca Scalera e Valentina Petroni, hanno chiesto il rito abbreviato.
Durante l’udienza di ieri, tramite gli avvocati Andrea Stefani e Tommaso Barbieri si sono costituiti parti civili i parenti di Antonietta Berselli. Fra loro anche la figlia, Milena Righetti, che il 28 febbraio era alla guida dell’auto che venne travolta, riportando a sua volta lesioni. Si è poi costituito parte civile il Comune di Modena, sempre tramite l’avvocato Andrea Stefani Su richiesta dei legali di parte civile, il pubblico ministero ha modificato l’imputazione, contestando al ventenne il delitto di lesioni stradali gravi per i danni patiti da Righetti.
Non è stata invece accolta la richiesta degli avvocati Stefani e Barbieri di contestare all’imputato l’omicidio doloso (con dolo eventuale) al posto dell’omicidio stradale, ma il pubblico ministero ha ritenuto di contestare formalmente l’aggravante della cosiddetta “colpa cosciente”, il massimo grado della colpa.
Il giudice ha rinviato il processo per concedere alla difesa un termine per valutare le nuove contestazioni.
Il processo riprenderà quindi il 30 novembre e, se la difesa confermasse l’intenzione di procedere con il rito abbreviato, potrebbe concludersi direttamente quel giorno.
I commenti
Il Comune di Modena definisce una «decisione che accogliamo con soddisfazione per essere concretamente vicini alla figlia e ai familiari», quella del giudice per le indagini preliminari.
«Accogliamo con soddisfazione la decisione della giudice per l’udienza preliminare di ammettere il Comune di Modena come parte civile nel processo per la morte di Antonietta Bersell - spiega il sindaco Massimo Mezzetti -. Per noi questa decisione ha un grande valore. La nostra costituzione di parte civile nasce dalla convinzione che questa morte rappresenti un danno per l’intera comunità e dalla volontà di essere concretamente al fianco della figlia di Antonietta e di tutti i suoi familiari. Vogliamo che sentano la vicinanza della città anche attraverso la nostra presenza nel processo. È un impegno che assumiamo con profonda convinzione e che porteremo avanti con determinazione».
Ritornando al 28 febbario, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo si sarebbe sottratto a un controllo dei carabinieri fuggendo con il veicolo. Durante la corsa avrebbe attraversato il centro abitato a velocità elevata, compiendo una serie di manovre ritenute estremamente pericolose. Tra queste, il passaggio con il semaforo rosso in più intersezioni, il sorpasso di veicoli fermi in colonna e l’invasione della corsia opposta di marcia. La fuga si concluse con il violentissimo schianto all’incrocio tra via Nonantolana e viale Ciro Menotti, in cui fu uccisa Antonietta Berselli.
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