Gazzetta di Reggio

Doccia fredda, il segreto per ammalarsi meno... e che fa bene anche all'ambiente

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Milano, 4 nov. (Adnkronos Salute) - Con l'inverno che incombe e il freddo che avanza, in molti si svegliano al mattino con un chiodo fisso: cosa fare per non cedere a un destino che pare ineluttabile, cioè ammalarsi. Una risposta, solo in apparenza controintuitiva, la offre la scienza. Il segreto è più semplice di quanto si pensi: una doccia fredda, abitudine che - secondo uno studio svizzero - fa bene non solo all'ambiente ma anche alla salute. Una psicologa dell'università di Basilea, Lena Glaser, si è chiesta come si possono incoraggiare le persone a scegliere routine sostenibili e alleate del benessere. Per approfondire la questione, ha proposto un'insolita 'sfida' ai partecipanti. Ha chiesto loro di fare docce fredde. Risultato: chi ha mantenuto questo 'rito' ha riscontrato diversi benefici. La reazione più diffusa è stata: "Mi sento meglio e prendo meno giorni di malattia". Lo studio ha coinvolto 719 persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni, in buona salute, ai quali è stato chiesto di fare docce con acqua il più fredda possibile, compatibilmente con le condizioni del loro impianto idraulico, per 12 settimane. Per poter partecipare, i soggetti non dovevano essere già soliti fare docce fredde. Molti partecipanti si sono ritirati durante le prime 2 settimane, ma il tasso di abbandono è diminuito in seguito. "Questo suggerisce che le persone si abituano gradualmente", evidenzia Glaser. Ma con il progredire dello studio, i partecipanti rimanenti hanno riferito di sentirsi sempre meglio, sia mentalmente che fisicamente. Secondo l'esperta, questi miglioramenti soggettivi si sono riflessi anche nei giorni di malattia: in media, i partecipanti hanno usufruito del 31% di giorni in meno rispetto al gruppo di controllo. E anche l'ambiente ringrazia. Molte persone sanno che il loro comportamento non è 'green' e può avere un effetto dannoso, eppure faticano a cambiare le proprie abitudini. "Questo è particolarmente vero quando sentono di dover rinunciare a qualcosa o spendere di più", afferma Glaser che, come psicoterapeuta, si imbatte regolarmente in questa resistenza al cambiamento. Nella sua tesi di dottorato nella Facoltà di Psicologia ha esplorato se le persone siano più propense ad adottare abitudini che giovano sia al clima che alla loro salute se queste abitudini sono facili da integrare nella vita quotidiana e offrono gratificazioni personali. Da qui è nata l'impostazione dello studio: indagato questa questione studiando gli effetti delle docce fredde regolari. "Quando le persone vedono un beneficio personale nel cambiare il proprio comportamento e non hanno la sensazione di rinunciare a qualcosa o di perdersi qualcosa, sono più motivate a perseverare", ragiona l'esperta. Non è noto se i partecipanti abbiano continuato a fare docce fredde dopo la fine dello studio, né se abbiano compensato il disagio concedendosi altri piaceri (cosa che potrebbe ridurre o addirittura annullare i benefici ambientali). Ma la notizia incoraggiante su cui Glaser mette l'accento è che anche piccole variazioni di temperatura dell'acqua possono avere un effetto positivo. Non deve essere per forza una scelta drastica. Trovare una via di mezzo va benissimo, è il messaggio. "Se ci costringiamo a rinunciare a ogni comfort e piacere, alla lunga avrà un impatto negativo sul nostro benessere e sulla nostra salute mentale". Chiunque sia interessato a provare le docce fredde può iniziare gradualmente, mettere alla prova i propri limiti e magari spingersi un po' oltre nel tempo. "L'acqua non deve essere necessariamente fredda allo stesso modo ogni giorno. Non ci sentiamo ugualmente coraggiosi ogni giorno, e va bene così", osserva Glaser. Per chi volesse provare a casa, l'indicazione dello studio di fare la doccia "con l'acqua più fredda possibile" potrebbe essere interpretata in modo leggermente diverso. Ma l'invito degli autori è: impostate la temperatura dell'acqua in base a ciò che vi fa sentire a vostro agio quel giorno. "È importante ascoltare il proprio corpo e prestare attenzione a come ci si sente. Ma a volte vale la pena spingersi un po' oltre i propri limiti", conclude Glaser. Quando si parla di cambiare le proprie abitudini per proteggere il clima, la discussione si concentra solitamente su trasporti, alimentazione o riciclo", dice Glaser. Ma in questi ambiti, misure drastiche come il divieto di volo o l'offerta di soli pasti vegetariani nelle mense aziendali spesso incontrano resistenza. Pur sapendo che volare contribuisce al climate change e che il consumo di carne ha conseguenze negative sia per l'ambiente che per la salute, viene vissuto come difficile rinunciarvi. Per l'esperta serve un approccio più empatico se si vuole che le persone cambino il loro comportamento. La temperatura e il consumo dell'acqua raramente vengono menzionati nelle discussioni sull'azione per il clima, anche se cambiare le abitudini sotto la doccia ha un impatto ambientale paragonabile al riciclo. "Fare una doccia fredda non è esattamente piacevole, ma è un piccolo cambiamento da apportare. Dopotutto, ci laviamo comunque". È anche un passo relativamente semplice che può far risparmiare. Interrogati sui benefici immediati di una doccia fredda, i partecipanti hanno affermato di sentirsi più svegli e rinfrescati. Si sono anche detti orgogliosi di essersi spinti oltre i propri limiti, affrontando qualcosa di scomodo. "Esperienze come queste possono essere motivanti", sottolinea Glaser. Ma c'è anche l'effetto 'economico' sul lungo termine. Le persone tendono a trascorrere meno tempo sotto una doccia fredda, riducendo il consumo di acqua. E consumano meno energia perché l'acqua non ha bisogno di essere riscaldata. Per una doccia da 45 litri, abbassare la temperatura dell'acqua da 40 a 15 °C consente di risparmiare 1,3 kWh di energia. Il che si traduce in bollette più basse e in una riduzione misurabile delle emissioni di CO2. Nel corso dello studio di 12 settimane, i partecipanti hanno ridotto le proprie emissioni di CO2 di 15 kg a persona, un valore pressoché equivalente alle emissioni prodotte da un tragitto in auto di 100 chilometri. "Quando le persone vedono un beneficio personale nel cambiare il proprio comportamento e non hanno la sensazione di rinunciare a qualcosa o di perdersi qualcosa, sono più motivate a perseverare", ragiona l'esperta. Non è noto se i partecipanti abbiano continuato a fare docce fredde dopo la fine dello studio, né se abbiano compensato il disagio concedendosi altri piaceri (cosa che potrebbe ridurre o addirittura annullare i benefici ambientali). Ma la notizia incoraggiante su cui Glaser mette l'accento è che anche piccole variazioni di temperatura dell'acqua possono avere un effetto positivo. Non deve essere per forza una scelta drastica. Trovare una via di mezzo va benissimo, è il messaggio. "Se ci costringiamo a rinunciare a ogni comfort e piacere, alla lunga avrà un impatto negativo sul nostro benessere e sulla nostra salute mentale". Chiunque sia interessato a provare le docce fredde può iniziare gradualmente, mettere alla prova i propri limiti e magari spingersi un po' oltre nel tempo. "L'acqua non deve essere necessariamente fredda allo stesso modo ogni giorno. Non ci sentiamo ugualmente coraggiosi ogni giorno, e va bene così", osserva Glaser. Per chi volesse provare a casa, l'indicazione dello studio di fare la doccia "con l'acqua più fredda possibile" potrebbe essere interpretata in modo leggermente diverso. Ma l'invito degli autori è: impostate la temperatura dell'acqua in base a ciò che vi fa sentire a vostro agio quel giorno. "È importante ascoltare il proprio corpo e prestare attenzione a come ci si sente. Ma a volte vale la pena spingersi un po' oltre i propri limiti", conclude Glaser.  

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