Reggiana, Catellani la città è ai tuoi piedi
Wainer Magnani
Si è congedato firmando due gol d’autore nel suo destino c’è forse il Chievo Verona
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REGGIO. Nel momento in cui Andrea Catellani ha iniziato il suo show, realizzando due gol d’autore contro il Benevento, Giovanni Sartoni, direttore sportivo del Chievo Verona, aveva già lasciato lo stadio Giglio. Peccato, perché se mai avesse avuto ancora qualche perplessità sul valore del golden boy granata si sarebbe convinto della bontà della scelta. Andrea Catellani è destinato al Chievo Verona? E’ possibile ma anche diversi club della serie A l’hanno monitorato, diciamo che il club veneto, in odore di promozione in serie A, l’ha seguito con maggiore attenzione.
Andrea Catellani si è congedato dal suo pubblico nel modo migliore, come solitamente fanno i grandi campioni: una splendida doppietta per l’ultima vittoria al Giglio. Poco importa se la partita era valida per la Supercoppa di C2 e non per la promozione in serie C1. Il suo dovere in campionato l’aveva già fatto, anche se questa promozione non porterà solo il suo marchio. La stella Andrea Catellani è stata offuscata, in senso positivo, dalla rinascita di Omar Martinetti, dall’esplosione di Giuseppe Ingari ma soprattutto ha visto in Vito Grieco il vero leader, il trascinatore silenzioso.
Ci piace, però, ricordare che Andrea Catellani da Cadelbosco, ha iniziato la sua carriera da giovanissimo in maglia granata proveniente dalla Falk. Un pulcino che si è fatto cigno con il passare degli anni e forse quest’anno, pur tra mugugni per una maglia da titolare che sembrava un miraggio, è maturato come uomo e come calciatore.
Lascia la Reggiana, lui tifosissimo della curva Sud, dopo aver conquistato con la maglia granata una promozione attesa da dodici anni. Sono diversi i giocatori reggiani in giro per l’Italia calcistica, molti anche a grandi livelli, vedi Bucci, Ariatti, Abbruscato, Costa e Cigarini ma pochi hanno provato la gioia che in queste settimane Andrea Catellani ha vissuto sulla sua pelle. Un’intera città ai suoi piedi e ieri c’è stato l’ennesimo attestato d’affetto a cui il giovane attaccante ha risposto trascinando la squadra alla vittoria con due perle estratte dal suo repertorio.
Chiedere ad Andrea Catellani di rimanere anche il prossimo anno alla Reggiana sarebbe un errore: vorrebbe dire mortificare il suo talento, togliergli motivazioni e la possibilità d’imporsi a grandi livelli. Un ragazzo che viene dalla C2 non può ambire subito a grandi squadre come Milan, Juve o Inter che si accorgeranno di lui solo quando sarà un attaccante affermato. Deve per forza di cose fare tappa in un club di media grandezza per dimostrare di poter compiere un salto triplo: dalla C2 alla serie A. E’ successo così anche ad Alessandro Diamanti, oggi affermato attaccante del Livorno che negli ultimi anni ha conosciuto i campi polverosi della serie C2. Sembrava che da Prato non riuscisse a spiccare il volo, nonostante chi frequentava i campi della quarta serie si era accorto di lui e del suo talento.
Lo stesso si potrebbe dire di Andrea Catellani anche se, per sua fortuna, dopo due stagioni da protagonista in C2 potrà finalmente misurarsi con un’altra platea ben più importante ma dove la tecnica e il genio calcistico avranno il sopravvento sull’agonismo.
L’allenatore granata Alessandro Pane non gli ha mai risparmiato critiche ma ieri l’ha consacrato ad assoluto protagonista del match ma soprattutto gli ha indicato la strada da percorrere. E’ vero che nel corso di questa stagione l’ha tenuto schisso ma probabilmente l’ha fatto per il suo bene, per completare quel processo di maturazione necessario per passare da «pupillo» dello spogliatoio a giocatore vero. Pane ha certamente commesso un errore nel non metterlo in campo dall’inizio con il Bassano ma un bravo allenatore è quello che sbaglia di meno.
Lo stesso si può dire della società che ha «stretto i denti» e anteposto la fiducia nel mister ai puri interessi di cassetta. Da ultimo ma non per importante, va dato merito a Massimo Varini di aver sempre creduto, tutelato, aiutato e sorretto psicologicamente Andrea Catellani. E’ stato e sarà una persona importante nel suo destino.
Andrea Catellani si è congedato dal suo pubblico nel modo migliore, come solitamente fanno i grandi campioni: una splendida doppietta per l’ultima vittoria al Giglio. Poco importa se la partita era valida per la Supercoppa di C2 e non per la promozione in serie C1. Il suo dovere in campionato l’aveva già fatto, anche se questa promozione non porterà solo il suo marchio. La stella Andrea Catellani è stata offuscata, in senso positivo, dalla rinascita di Omar Martinetti, dall’esplosione di Giuseppe Ingari ma soprattutto ha visto in Vito Grieco il vero leader, il trascinatore silenzioso.
Ci piace, però, ricordare che Andrea Catellani da Cadelbosco, ha iniziato la sua carriera da giovanissimo in maglia granata proveniente dalla Falk. Un pulcino che si è fatto cigno con il passare degli anni e forse quest’anno, pur tra mugugni per una maglia da titolare che sembrava un miraggio, è maturato come uomo e come calciatore.
Lascia la Reggiana, lui tifosissimo della curva Sud, dopo aver conquistato con la maglia granata una promozione attesa da dodici anni. Sono diversi i giocatori reggiani in giro per l’Italia calcistica, molti anche a grandi livelli, vedi Bucci, Ariatti, Abbruscato, Costa e Cigarini ma pochi hanno provato la gioia che in queste settimane Andrea Catellani ha vissuto sulla sua pelle. Un’intera città ai suoi piedi e ieri c’è stato l’ennesimo attestato d’affetto a cui il giovane attaccante ha risposto trascinando la squadra alla vittoria con due perle estratte dal suo repertorio.
Chiedere ad Andrea Catellani di rimanere anche il prossimo anno alla Reggiana sarebbe un errore: vorrebbe dire mortificare il suo talento, togliergli motivazioni e la possibilità d’imporsi a grandi livelli. Un ragazzo che viene dalla C2 non può ambire subito a grandi squadre come Milan, Juve o Inter che si accorgeranno di lui solo quando sarà un attaccante affermato. Deve per forza di cose fare tappa in un club di media grandezza per dimostrare di poter compiere un salto triplo: dalla C2 alla serie A. E’ successo così anche ad Alessandro Diamanti, oggi affermato attaccante del Livorno che negli ultimi anni ha conosciuto i campi polverosi della serie C2. Sembrava che da Prato non riuscisse a spiccare il volo, nonostante chi frequentava i campi della quarta serie si era accorto di lui e del suo talento.
Lo stesso si potrebbe dire di Andrea Catellani anche se, per sua fortuna, dopo due stagioni da protagonista in C2 potrà finalmente misurarsi con un’altra platea ben più importante ma dove la tecnica e il genio calcistico avranno il sopravvento sull’agonismo.
L’allenatore granata Alessandro Pane non gli ha mai risparmiato critiche ma ieri l’ha consacrato ad assoluto protagonista del match ma soprattutto gli ha indicato la strada da percorrere. E’ vero che nel corso di questa stagione l’ha tenuto schisso ma probabilmente l’ha fatto per il suo bene, per completare quel processo di maturazione necessario per passare da «pupillo» dello spogliatoio a giocatore vero. Pane ha certamente commesso un errore nel non metterlo in campo dall’inizio con il Bassano ma un bravo allenatore è quello che sbaglia di meno.
Lo stesso si può dire della società che ha «stretto i denti» e anteposto la fiducia nel mister ai puri interessi di cassetta. Da ultimo ma non per importante, va dato merito a Massimo Varini di aver sempre creduto, tutelato, aiutato e sorretto psicologicamente Andrea Catellani. E’ stato e sarà una persona importante nel suo destino.
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