Gazzetta di Reggio

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«Hanno la calamita»

Francesca Manini
Fabrizio Ravanelli assieme alla moglie Lara Casoni
Fabrizio Ravanelli assieme alla moglie Lara Casoni

Robert Anderson se la cava con una battuta

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 REGGIO. Dopo l'incursione di Mario Balotelli a Rivalta per la bella Melissa, dopo lovestory di una notte, anelli e lune di miele non restano dubbi: le reggiane ammaliano i calciatori, specie di maglia granata. Il segreto? Un mix di seduzione e normalitá, parola degli «stregati».  Il primo di una lunga lista che negli ultimi anni tende ad allungarsi sempre più, è Fabrizio Ravanelli, vecchia conoscenza del club granata che, pur non avendo fatto breccia nei cuori dei tifosi, a Reggio ha senz'altro trovato l'amore vero: la bella Lara Casoni di Cerredolo. Dopo Juventus, Nazionale e persino campionati d'oltre Manica, è proprio Penna Bianca a svelare il perchè di questa epidemia di fanciulle made in Reggio che riescono a carpire le attenzioni dei calciatori arrivati da fuori provincia per giocare nella squadra guidata da mister Mangone.  «Le reggiane? - chiede Ravanelli - tutte donne straordinarie, simpatiche, alla mano, senza puzza sotto il naso. E lo dico a ragion veduta perchè oltre ad averne sposata una che ha letteralmente trasformato la mia vita, prima di incontrarla ne ho frequentate altre e mi sono sempre trovato bene con tutte». La voce dell'attaccante è entusiasta, vibrante: dopo 18 anni di matrimonio non è ancora stanco della sua Lara. «La prima volta che l'ho vista eravamo ai campi della Reggiana - continua - io stavo facendo allenamento e lei era venuta lì ad accompagnare suo fratello che allora giocava nelle giovanili. E' stato amore a prima vista, ho subito cercato il primo approccio e dopo un anno e mezzo di frequentazione ci siamo sposati. Ero stato chiamato alla Juve e lei ha scelto di lasciare il suo lavoro in banca per seguirmi: posso solo dire che sono stato molto fortunato, siamo felicemente sposati e abbiamo tre figli maschi stupendi. Cosa mi ha colpito di lei? Tantissime cose, è una ragazza spigliata, di compagnia, molto passionale, ed è anche una brava mamma e una buona cuoca. Direi che riassume tutte le caratteristiche delle donne reggiane che ho conosciuto, senza di lei non so come avrei superato certi momenti difficili». Tra passione e affinitá elettive, ci passa la buona tavola. «Lara sa fare di tutto - aggiunge - Ravanelli - cappelletti, erbazzone, gnocco, le specialitá emiliane sono il suo forte, anche se ora che viviamo a Perugia si è specializzata anche nei prodotti umbri».  Ennesima conferma dei tanti amori vissuti all'ombra del Giglio è Robert Anderson, ex granata che a vent'anni dal primo sguardo tra Fabrizio e Lara, ha rivissuto la stessa magia con Francesca Catellani dell'omonima ferramenta di Scandiano. «Cos'hanno le donne di Reggio? Non so, forse la calamita - scherza il laterale sinistro - ho conosciuto Francesca nell'ottobre 2007 in un locale reggiano, una serata tra amici e compagni di squadra: da allora abbiamo iniziato ad vederci tra cene e aperitivi e dopo tre anni siamo ancora unitissimi. Ora che gioco a Verona la distanza non è un problema, è solo a un'ora di macchina e riusciamo a vederci ogni weekend. Come mi ha stregato? Mi ha preso per la gola, i tortelli e la cucina emiliana mi piacciono molto. Poi è una persona in gamba, matura e responsabile sul lavoro, oltre che bellissima: il calcio? Non ne sapeva nulla, ho provato a insegnarle qualcosa io, lei faceva danza classica! Ci siamo trovati bene insieme fin da subito perchè è alla mano come tutti i reggiani. Sia nel calcio che nella vita privata mi sono trovato davvero bene in questa cittá, la gente è disponibile e la tifoseria è bella, non si puó chiedere di più».

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