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Vezzani: «L'Inter con noi ha una corsia preferenziale»

Fausto Vezzani è il responsabile del settore giovanile della Reggiana
Fausto Vezzani è il responsabile del settore giovanile della Reggiana

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 REGGIO. Un tempo il settore giovanile della Reggiana era bistrattato, boicottato, perfino deriso. Oggi sta gradatamente tornano a essere una fucina di talenti anche se manca ancora un passaggio: riuscire a valorizzare completamente i ragazzi che militano nel vivaio. Al momento la Reggiana si deve accontentare, si fa per dire, di cedere ogni anno due o tre giocatori a societá di serie A e in modo particolare all'Inter con cui c'è un rapporto privilegiato.  Fausto Vezzani, da dove iniziamo, dal fenomeno Hachim Mastour?  «Andiamo piano con i termini».  Peró tutti dicono che questo ragazzino di 13 anni è un fenomeno.  «E' un ragazzo del 1998 e della sua annata, in tutta l'Emilia Romagna, non ce ne sono. Io non ne ho visti di bravi come lui. Ha anche dei difetti, perché è ancora un egocentrico ma ha dei numeri».  E Simone Minelli?  «E' un ragazzo del 1997 che viene dalla Dorando Pietri. E' al terzo anno in granata ed è seguito dall'Inter».  Come mai i migliori talenti granata sono destinati all'Inter?  «Diciamo che c'è una corsia preferenziale. Un rapporto che abbiamo iniziato con Hachim, proseguito con Scappi e ora con Minelli».  Su Simone Minelli, peró, c'è anche l'interesse di Genoa e Roma.  «Simone gioca con i giovanissimi nazionali che hanno un anno in più e questo gli permette di avere una maggiore vetrina. L'interesse manifestato dall'Inter ha sollecitato anche le attenzioni di altre squadre e tra queste appunto il Genoa e la Roma che hanno chiesto informazioni. Alla fine, peró, decide la famiglia».  Quali sono le caratteristiche di Minelli?  «E' un centrocampista offensivo e per la sua struttura fisica puó anche giocare in mezzo al campo».  Hachim Mastour e Simone Minelli il prossimo anno andranno a Milano?  «Questa è l'idea una volta compiuto il 15esimo anno di etá».  Assieme?  «Penso di sì per una questione del semestre».  Perché la Reggiana cede i suoi gioielli anziché farli maturare in granata?  «Sarei contento se rimanessero a Reggio per arrivare ad esordire in prima squadra ma poi occorre anche tenere conto delcontesto, delle ambizioni dei ragazzi e dell'importanza di approdare in un club prestigioso come l'Inter o il Genoa».  E cosa dice di Casolari, andrá al Genoa?  «Al 99% è questa la sua destinazione. Il Genoa l'ha seguito da tempo».  Quali sono le sue caratteristiche?  «E' un allievo del 1995, un difensore centrale mancino ideale per la difesa a tre, come utilizzano in rossoblu. Puó, in ogni caso, giocare anche in altri ruoli».  A proposito di mancini, Di Chiara è ormai in pianta stabile con la prima squadra.  «A differenza degli altri ragazzi citati, lui non è un precoce. Nasce come esterno sinistro alto, come Scappi e ora deve imparare la fase difensiva. Ritengo sia giá valido per la prima squadra per completare l'organico. Nei 24 della rosa ci sta sicuramente».  E Oliomarini?  «A livello di testa e tatticamente ci sta tutto ma è penalizzato dal ruolo per il suo fisico non proprio da granatiere. E' difficile che un allenatore lo possa gettare nella mischia in un ruolo delicato come il centrale».  Il vivaio granata inizia anche a dare frutti economici, vedi i 170mila euro arrivati per il riscatto di Scappi da parte dell'Inter.  «So che Scappi sará confermato dall'Inter ma non mi interesso di cifre».