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La Reggiana torna a puntare sui giovani

La Reggiana torna a puntare sui giovani

Necessità legata al budget e scelta strategica visto che il vivaio ha dato atleti alla A e alla B

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La Reggiana ha intrapreso la politica dei giovani. Una necessità aziendale, dato che non si può pensare a spese folli quando il budget è di 700mila euro netti (lordi sono 1,4 milioni di euro) per il monte ingaggi complessivo della prima squadra. Cifra che hanno speso lo scorso anno il Monza o il Sud Tirol, tanto per intenderci.

Ma è anche una scelta strategica, alla luce di un altro elemento che ha caratterizzato la società granata negli ultimi setti anni. Una Reggiana fucina di talenti per la serie A e la serie B. E' questo il vero valore aggiunto della società granata: un vivaio che, pur scontando lo scotto di un fallimento nel 2005, ha saputo piazzare tanti giovani a società della massima serie. Alcuni attraverso la vetrina della prima squadra, vedi Acosty, Gozzi, Arati, Catellani, Asante; altri direttamente dal settore giovanile, come Di Chiara, Scappi, Conte, Casolari.

E' in questa logica che il rafforzamento del vivaio della Reggiana, ma soprattutto la necessità di creare una foresteria, diventa vitale per il futuro del club granata.

Un'etichetta che oggi, più che mai, gli addetti ai lavori riconoscono alla Reggiana, la quale può presentare una movimentazione di tutto rispetto in questi sei anni: Asante al Grosseto, Acosti e Arati alla Fiorentina, Conte e Casolari al Genoa, Scappi all'Inter, Silipo al Parma, Di Chiara al Palermo, Catellani al Catania, Gozzi al Modena.

Senza dimenticare che nella rosa a disposizione di Mangone c'è un ragazzo di 18 anni come Nicolas Bovi – richiesto dalla Juve – che si appresta a una piena valorizzazione con la prima squadra.

Il tutto senza trascurare un particolare: ci sono altri due giovani sulla rampa di lancio, Olimarini e Marmiroli, che sono destinati a suscitare le attenzioni di Mangone nel prossimo ritiro a Montefiorino. Senza trascurare il talentuoso 15enne Minelli, che ha rinunciato all'idea di andare all'Inter, almeno per il momento. Una scelta strategica ma anche economica, non si può nascondere, dato che tutte queste operazioni hanno portato soldi nelle casse granata.

Il rinnovo del prestito di Scappi all'Inter, ad esempio, ha fruttato 50mila euro; la comproprietà di Di Chiara con il Palerno, una cifra superiore ai 150mila euro, oltre alle contropartite tecniche di Ardizzone (un centrocampista di cui si parla bene, arrivato in comproprietà) e il cartellino di Siracusa.

Se prendiamo in considerazione le cifre ottenute per le cessioni di Catellani, Gozzi e Acosty, si arriva a sfiorare i tre milioni di euro.

Il dato negativo è che la Reggiana nelle operazioni dei baby in entrata si è dovuta accontentare delle seconde scelte. Gli sbandierati arrivi dal Genoa di De Bode (passato al Gubbio), Bertoncini (Verona), Doninelli (Verona), Perin (Padova) sono tramontare perché Preziosi ha preferito girarli in serie B.

La Fiorentina, invece, ha scucito 440 mila euro, ma per il momento ha chiuso la porta. Tutto questo, forse, sarà uno stimolo in più per la Reggiana per credere, in futuro, più nei ragazzi reggiani, anziché appoggiari ai club di serie A per avere le seconde scelte o puntare su "scommesse" come possono essere Fedi e Prosperi.

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