Vandelli e Teste Quadre rimarranno “separati in casa”
La poca affluenza aveva indotto gli ultrà a pensare a un ritorno in curva Sud delle due fazioni ma è un’idea abortita
REGGIO
A Reggio Emilia abbiamo uno degli stadi più belli e funzionali d’Italia, ma a causa delle sventure della squadra e della crisi generale del calcio italiano, non siamo quasi mai riusciti a sfruttarlo per tutte le sue potenzialità. I soliti tremila spettatori presenti durante le partite della Reggiana danno la desolante idea di uno stadio deserto e le avversarie di Lega Pro, che solitamente portano al loro seguito un numero insignificante di spettatori, contribuiscono ulteriormente a rendere tristi gli spalti durante i match dei granata. Un’ altra tegola sul tifo granata l’ha portata la recente divisione dei due principali gruppi organizzati di tifosi.
Il Gruppo Vandelli, infatti, si è staccato dalle Teste Quadre non solo ideologicamente, ma anche fisicamente abbandonando la curva per posizionarsi in pianta stabile nei distinti. Questa decisione, però, non è assolutamente data da incompatibilità tra i componenti né tantomeno da motivi politici, ma è semplicemente una scelta data da motivi pratici e logistici.
Il Gruppo Vandelli, infatti, si è stabilizzato nei distinti con l’intento di creare un ambiente adatto anche a famiglie, coinvolgendo varie generazioni e nello stesso tempo mantenere il tipico clima da stadio, caratterizzato da cori d’ incitamento e sbandierate. Mentre in curva l’ ambiente offerto dalle Teste Quadre è più adatto a ragazzi un po’ più giovani a cui piace stare a stretto contatto sfidando pioggia e intemperie per il bene della squadra. Detto questo deve essere chiaro che nessuno vieta a un giovane di andare nei distinti o a una famiglia con bambini di andare in curva.
Questi due stili differenti di vivere lo stadio e il calcio infatti non devono assolutamente creare una rivalità, anzi devono solamente dare un’opportunità in più per chiunque voglia seguire la partita nel modo che preferisce. Per questi motivi sembra che la situazione della tifoseria granata non sia destinata a cambiare, quindi chi sogna di riavere il pubblico tutto unito a tifare Reggiana, in stile Mirabello tanto per capirci, deve mettersi il cuore in pace, almeno per il momento. Anche se visto in questa ottica del doppio stile di tifo tra cui poter scegliere non sembra poi un contesto così malinconico.
L’ unica nota dolente in tutto questa situazione è il colpo d’ occhio che si ha nel guardare gli spalti semi vuoti durante le partite, ma d’altronde in questo periodo storico la situazione del calcio italiano è questo e anche a Reggio Emilia bisogna farsene una ragione, almeno finchè si continuerà a stazionare in Lega Pro.
Gabriele Ferrari
