«Melli ha grande talento ma va lasciato crescere»
Basket A: nella Scavolini Pesaro che sta giocando la semifinale con Milano Daniel Hackett, figlio del “nostro” Rudy, giudica il reggianissimo compagno
REGGIO. Alla guida dell’allora Bipop Carire Luca Dalmonte fallì la promozione in serie A; a Pesaro ha centrato la semifinale play off e sta disputando, in salita, la serie con Milano. Che la conduce 2-0.Tra i pilastri della Scavolini c’è Daniel Hackett, figlio di Rudy, cioè del primo straniero – insieme a Roosevelt Bouie – nella storia del basket reggiano. Daniel Hackett, tre mesi fa era stato il topscorer dell'All star game, segnando 27 punti, ora prova ed erigere l’ultima trincea davanti al carrarmato di Sergio Scariolo.
In cosa è più forte Milano?
«Perché, è superiore a noi? Forse solo nella profondità, ha uomini freschi che escono dalla panchina ogni due minuti. Per il resto c'è equilibrio anche se loro sono avanti 2-0».
Pesaro non finiva tra le migliori 4 dal 2003/04, quando con Carlton Myers vinse la Coppa Italia.
«All'epoca ero negli Usa, al college South California di Los Angeles».
A fine anni '80 due scudetti in sequenza, con Valerio Bianchini e poi proprio Scariolo: ora cosa manca al presidente Franco Del Moro per per emulare i successi di Walter Scavolini?
«E' una serie difficile, peròin questi play off davvero è tutto posibile, dobbiamo provarci come insegna la serie contro Cantù. Due anni fa a Treviso fui eliminato al primo turno, adesso è diverso».
E' figlio di Rudy, ala in Italia dal 1979 tra Livorno, Forlì, Reggio Emilia e Porto San Giorgio...
«Mi avvicinò lui alla pallacanestro, andavo sempre a vedere le sue partite e mi sono appassionato».
Assieme a Roosvelt Bouie fu protagonista della prima promozione in serie A, con Dado Lombardi in panchina.
«Io non ero ancora nato, ho visto poi la maglia biancorossa del Basket Riunite, mi mostrò l'album con ritagli di giornale, ricorda molto volentieri gli anni a Reggio Emilia, dove siamo recentemente tornati per ritirare il Premio Reverberi»..
Ora papà cosa fa?
«E' rimasto in questo mondo, fa il preparatore atletico a Los Angeles, privatamente».
Coach Dalmonte è il vice di Pianigiani, in Nazionale; gli azzurri mancano dall'Olimpiade per la seconda volta di fila, quinta tra le ultime sette edizioni...
«Su ventiquattro squadre europee, solo 3 si qualificano, più 2 tramite il preolimpico, non è facile esserci. E' pure colpa del movimento, non produce giovani che sappiano giocare ad alti livelli, fra tantissimi stranieri».
Bargnani, Belinelli e Gallinari non bastano a risollevare l'Italia?
«Non sono sufficienti per fare bene in competizioni importanti. Anche Serbia e Turchia sono out, bisogna programmare a lungo termine».
Ha 24 anni, quando li raggiungerà nell'Nba?
«Mi piacerebbe tanto, non sono mai entrato nei draft».
Il reggiano Nicolò Melli. suo compagno a Pesaro, è fra i migliori giovani della serie A: già pronto per l'America?
«Ha talento ma deve crescere tanto, dimostrarlo in Italia e in Eurolega. Meglio non mettergli troppa pressione».
Siena vincerà il sesto scudetto in fila?
«Non credo, per me questa non è la sua stagione».
Vanni Zagnoli
