Si infortuna l’avversario il bomber rinuncia al gol
Prima categoria: gesto di fair play nel corso della gara fra Cervarese e Vezzano Grossi come Di Canio: «Ho visto il difensore a terra, ho calciato in fallo laterale»
VEZZANO. Un gesto semplice, che non dovrebbe creare troppo scalpore. Anzi, in un mondo ideale dovrebbe sconvolgere il contrario, ma siccome questo mondo ideale lo si può costruire solo con i buoni esempi, eccone uno che sicuramente ha strappato tanti applausi e che, nella domenica sportiva del calcio dilettanti.
E’ il 70' della partita fra Cervarese e Vezzano, match valido per la 27a giornata del girone B di Prima categoria: Andrea Grossi, per gli amici “Cannuccia”, bomber navigato di 39 anni con alle spalle centinaia di gol, sul 2-0 per la sua squadra, il Vezzano, sbaglia la rete della sicurezza contro la Cervarese. Liscio? Sfortuna? No, semplicemente fair play.
«Eravamo in vantaggio di due reti a zero - spiega il bomber - quando un lancio da dietro mi ha permesso di involarmi verso la porta. Mi sono quindi ritrovato a correre fianco a fianco con Lottici, ultimo difensore della Cervarese che improvvisamente si è tenuto la gamba e si è accasciato. A quel punto, non vedendolo più al mio fianco ho pensato si fosse fatto male in maniera grave, quindi anche se ormai tra me e il gol c’era di mezzo solo il portiere ho fermato il pallone e l'ho calciato in fallo laterale».
Davvero un gesto ammirevole, considerato che stando a quanto riferisce Grossi, per il difensore si ipotizza uno stiramento all'inguine.
Un gesto semplice, spiegato anche dal fatto che i due si conoscono da una vita: «Io e Lottici, in passato abbiamo giocato insieme nel Sala Baganza (una squadra del Parmense, ndr) e più in generale ci conosciamo benissimo, siamo grandi amici. Credo che comunque mi sarei comportato così a prescindere dal fatto che lo conoscessi».
E' normale, dopo un gesto come questo, provare ad essere maliziosi e chiedere, in tutta onestà ad Andra Grossi se avrebbe rinunciato al gol anche nell'eventualità di essere sullo 0-0 durante una partita decisiva per il campionato.
La risposta dell'attaccante del Vezzano è, anche in questo caso, sincera.
«Davvero non saprei. E' la prima volta che mi capita una cosa del genere mentre sono davanti al portiere - spiega -. Probabilmente con l'età ho maturato questa sportività, oppure semplicemente visto il rapporto di amicizia che ci lega non mi è costato nulla comportarmi in questa maniera. Bisogna trovarcisi, in queste situazioni».
«Magari un altro, al mio posto, sarebbe andato dritto in porta, facendo finta di niente. Chi lo sa. Magari anch’io, fosse successa una cosa del genere quando ero ragazzo non mi sarei fermato: non si può sapere - prosegue Grossi - però è un gesto che secondo me si dovrebbe sempre vedere in campo. Forse da me non se lo sarebbero aspettati in tanti, ma c’è sempre da imparare (ride, ndc)».
Nonostante le 39 primavere, Andrea Grossi (16 gol all'attivo quest'anno) avrà la possibilità di replicare il gesto anche in futuro.
«Smettere di giocare? Non ci penso nemmeno - spiega l’attaccante del Vezzano -. Finchè sto bene fisicamente, continuo a giocare e a divertirmi. Anche al Torneo della Montagna: sono di Montecavolo, e se il Terre Matildiche fa la squadra… perché no?».
Roberto Tegoni
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