Gazzetta di Reggio

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«Bisogna mettere tanti soldi sul tavolo»

di Wainer Magnani
«Bisogna mettere tanti soldi sul tavolo»

Battistini: «Non saranno i tifosi o la politica a determinare il cambio della proprietà, serve invece una trattativa seria»

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REGGIO. A distanza di quasi due mesi Battistini torna a parlare di Reggiana e del suo esonero. Era il 9 febbraio quando dopo la sconfitta interna con la Pro Patria (gol di Serafini) il patron Barilli optò, ovviamente con i suoi tempi, per il cambio della guida tecnica. Una decisione che, stranamente, i tifosi non hanno condiviso, anzi. Pur in mancanza di risultati, la piazza non aveva mai chiesto la “testa” del tecnico romano. In diverse partite, soprattutto nella prima fase della stagione, la Reggiana era uscita tra gli applausi pur sconfitta. Uno speciale rapporto che Battistini ha coltivato e che conserva gelosamente. Nei confronti del presidente Alessandro Barilli non si prende nessuna rivincita “sono un professionista, l’esonero fa parte del mio lavoro” e nemmeno dei suoi collaboratori che sono rimasti al loro posto. Non si toglie i sassolini nemmeno nei confronti di Giancarlo Corradini che è stato per mesi una scomoda presenza ma l’ex tecnico granata glissa “non l’ho mai visto, non mi ha condizionato nelle scelte”.

Battistini agita, però, la sciabola quando parla del futuro della società e della situazione che si è creata tra i tifosi e la società e tra Barilli e i soci di minoranza. Il tecnico romano pone in evidenza due aspetti “non sarà la politica a determinare il cambio del testimone, tanto meno i tifosi potranno decidere a chi dare la società”. Due verità, però Battistini ammette “Reggio merita un calcio competitivo ma per fare un campionato ambizioso occorrono importanti risorse”.

L’ex tecnico granata affonda il colpo quando parla della necessità di avviare “una trattativa seria e occorre mettere tanti soldi sul piatto. Per fare bene occorrono risorse, anche se mi fa piacere che il bilancio chiuda in attivo”.

E’ un messaggio esplicito nei confronti di Barilli ma anche di Medici e Compagni. Della serie: ognuno deve fare la sua parte nel migliore dei modi. E in tale senso Battistini non si sottrae all’autocritica ma premette “non sapevo che occorreva anteporre l’aspetto finanziario, dunque la gestione economica ai risultati sportivi”. Come a dire: io ho sterzato andando alla ricerca dei risultati sul campo. Battistini si è reso conto degli errori commessi in fase di elaborazione della squadra con troppi senatori a centrocampo, una difesa giovane e in attacco la scommessa Ruopolo. Non a caso Battistini aveva insistito per avere il difensore centrale Russo e solo a frittata fatta è arrivato De Giosa “un giocatore che per valore, temperamento ed esperienza sarà importante per il futuro. Non a caso avevo firmato un contratto legato alla classifica e avevo insistito per avere giocatori esperti in certi ruoli”. Battistini non lo dice ma i problemi sono nati anche dal fatto che la Reggiana è stata costruita a quattro mani. Troppe.