Gazzetta di Reggio

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LE VERITA’ NASCOSTE

Squadra costruita a quattro mani con un progetto poi ripudiato

Squadra costruita a quattro mani con un progetto poi ripudiato

REGGIO. Il ritorno di Battistini a Reggio riapre il fascicolo delle “verità mai dette” che giaceva sotto la polvere. La prima è che il designato sulla panchina della Reggiana era Asta, poi la volontà...

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REGGIO. Il ritorno di Battistini a Reggio riapre il fascicolo delle “verità mai dette” che giaceva sotto la polvere. La prima è che il designato sulla panchina della Reggiana era Asta, poi la volontà di Antonino di rimanere al Monza portò all’indicazione di Battistini. Una scelta che venne proposta dal procuratore Cardi e caldeggiata da Novellino, tecnico del Modena. Sulla candidatura di Battistini tutti furono concordi, lo stesso Nicola Penta. Ma il vero problema è che la squadra venne fatta a quatto mani. Nicola Penta scelse Leone, Solini, Capitanio (Nicola però lo disconosce) Cavion, De Silvestro (anche se Nicola era ormai fuori) Anastasi e Bonandi. Battistini portò Piccinelli, Brunori Sandri e Rampi. Fontanili caldeggiò l’arrivo di Dametto mentre Barilli decise per Bandini e Ruopolo. Il ds Ienca spalleggiò l’idea di puntare su Possenti e Cais. In sede di mercato invernale, poi, Compagni e Medici vollero De Giosa mentre Barilli puntò sullo sfoltimento dell’organico con l’arrivo di Zima, Fondi e Zanchi.

Come si può ben facilmente capire era un progetto di squadra che aveva una sua logica tattica (4-2-3-1) ma che poi è deragliato nelle scelte degli uomini. Il mancato arrivo di un esperto difensore centrale e la scelta di puntare sul recupero di Ruopolo hanno fatto il resto.

Come amava dire Calindri “il logorio della vita moderna” ha poi fatto il resto quando si è consumato lo strappo tra Barilli e Nicola Penta e l’arrivo sulla scena di Giancarlo Corradini, uomo di fiducia dei soci di minoranza. Un direttore tecnico teorico che poi volle candidarsi per fare l’allenatore senza ricevere le garanzie che aveva chiesto.

Resta il mistero di un Bonandi che dopo essersi avvicinato al professionismo ha preferito tornare in serie D, così come non si sa quali promesse avesse ricevuto il portiere Leone, tanto che a gennaio ha tolto il disturbo. Per non parlare dei prolungamenti dei contratti ai senatori Zanetti, Parola e Alessi che hanno scontato chi, invece, è andato in scadenza come Viapiana, Bellucci e Antonelli. (w.m.)