«La mia avventura con la Nazionale è stata splendida»
Rugby: Alessandro Castagnoli, tre quarti dei Diavoli racconta l’esperienza alle Irb Seven Series di Hong Kong
REGGIO. La Nazionale Seven, e quindi l'azzurro del Reggio Alessandro Castagnoli, è tornata in Italia ieri da Hong Kong dopo aver disputato le finali, un risultato inaspettato per gli italiani. Gli azzurri infatti, nonostante abbiano mancato la convocazione alle World Series che ci saranno l'anno prossimo, sono riusciti ad arrivare in finale dopo aver dominato American Samoa (31 - 12), Tunisia (17 - 12), Zimbabwe (17 - 12) e Hong Kong nelle semifinali (12 - 0).
«Nessuno si aspettava che saremmo riusciti ad arrivare in finale - racconta Alessandro Castagnoli, tre quarti rossonero, titolare con la Nazionale 7s - . Quando abbiamo incontrato il Giappone si è vista subito la differenza di gioco tra noi e loro, una squadra che si allena tutto l'anno a rugby a 7, ma è stata comunque una bella partita (il risultato è stato 26 - 5, ndr). L'Italia infatti è uno dei pochissimi paesi che da molto più spazio al rugby union e che poi da quegli stessi giocatori convoca gli azzurri per la Nazionale Seven. Anche per questo motivo il nostro è stato un bel risultato e siamo tutti molto orgogliosi.
Un grande successo anche per il club rossonero che crescendo i giovani del territorio e dandogli la possibilità di esprimersi nel massimo campionato nazionale, forma degli atleti di importanza internazionale.
Che esperienza è stata per lei l’Irb Seven Series di Hong Kong?
«Il Irb di Hong Kong è stato una bellissima esperienza. Tutta la città è in festa per tre giorni durante la manifestazione sportiva, da venerdì a domenica, e si sente tutto lo spirito del rugby».
Qual è il ricordo più bello che porta in Italia?
«Sicuramente il mio ricordo più bello di questa convocazione è il primo ingresso in campo è stata un’emozione grandissima. Lo stadio era fantastico e vedere 50mila persone che fanno il tifo per te, dà una carica enorme».
Pensa che sia propedeutico il rugby a 7 per il rugby union?
«Si può dire che sia utile per il rugby union, anche se il rugby a 7 è uno sport diverso rispetto al rugby a 15. E’ uno sport molto più dinamico e duro fisicamente, per questo vengono convocati solo i tre quarti più veloci. Inoltre è indispensabile un’ottima tecnica individuale, il continuo movimento del pallone e una buona visione di gioco. In tutti questi aspetti il rugby a 7 è utile per il rugby union poiché permette di lavorare molto su se stessi e sulle proprie qualità, ma resta un’operazione abbastanza difficile paragonare un tipo di rugby all’altro».
Ginevra Del Bene Errico
