«Ho deluso, non cerco alibi dovevo dare molto di più»
Il difensore Paolo Dametto: «A Reggio mi sono trovato bene e non c’è pressione torno volentieri a Lumezzane dove troveremo un avversario giovane e motivato»
POVIGLIO. Paolo Dametto, ex del Lumezzane, racconta il suo anno alla Reggiana.
Da titolare inamovibile a riserva, come se lo spiega?
«Ci sta, l'allenatore deve fare delle scelte ogni domenica e da parte mia posso dire che mi metto sempre in gioco durante la settimana poi l'ultima parola è la sua ed io devo condividere la scelta».
E' in grado di fare un bilancio della sua annata?
«Ho semplicemente deluso anche me stesso, io pensavo di poter dare molto di più».
Questo è imputabile alla mancata preparazione estiva?
«Si e no, perchè la preparazione iniziale incide molto ma non posso usarla come scusa perché fisicamente sto bene e non ho mai avuto problemi nell'arco della stagione».
Le piacerebbe avere la possibilità di riscattarsi il prossimo anno sempre in granata?
«Non dipende da me; adesso penso a giocare le partite che mancano col piglio giusto per portare a casa qualcosa poi altri discorsi li affronterò a fine stagione».
Domenica come vivrà la sfida con la sua ex squadra?
«A Lumezzane ho vissuto un anno piacevole ma per me sarà una partita come le altre».
Si troverà contro un ex Reggiana, Carlini…
«Lo ricordo bene dall'anno scorso: avevamo un bel rapporto e mi farà tanto piacere rivederlo».
Che gara si aspetta?
«Loro sono una squadra giovane con un tecnico a cui piace fare giocare a calcio ma sono tutte caratteristiche che si possono ritrovare anche nella Reggiana quindi sarà una gara aperta ad ogni risultato».
Che idea si è fatto di Reggio?
«Si sta molto bene e mi ha stupito perchè la pensavo una città più fredda come clima».
Intende clima meteorologico o come piazza?
«Pensavo ad un inverno più freddo essendo al nord. Per i tifosi c'è poco da aggiungere perché hanno la loro parte di ragione e non possiamo criticarli».
Troppa pressione rispetto a Lumezzane?
«Reggio, alla fine, non è quella piazza con tanta pressione come sentivo dire ed i tifosi esigenti ci sono dappertutto ma qua si riesce ancora a lavorare tranquillamente».
Juri Panciroli
