Tra Barilli e i soci siamo ai saluti finali
C’è una profonda divergenza sul valore della società, sulla progettualità e sulla gestione. Ora serve una mediazione
REGGIO. I soci di minoranza Medici e Compagni si sono presi qualche giorno di tempo per riflettere ma è evidente che la trattativa con l’azionista di maggioranza Alessandro Barilli è giunta all’epilogo, con ogni probabilità negativo a meno di sorprese dell’ultimo momento. E’ possibile una mediazione o una soluzione alternativa ma che al momento non è sul tavolo.
La motivazione di questo possibile strappo è molto semplice: da una parte c’è Barilli che ha dimostrato di essere riluttante nel cedere la sua creatura e dall’altra i soci di minoranza che sono disposti a comprare la maggioranza ma solo alle loro condizioni. Morale della favola non ci sono le condizioni per arrivare a un accordo tra le parti, anche se per il momento non ci sarà nessuno strappo, anzi.
Barilli, in qualità di azionista di maggioranza , è disposto anche a cedere il testimone e uscire di scena ma ha fatto della Reggiana una valutazione milionaria. La forbice va da 1,2 milioni a 1,6 milioni di euro. I soci di minoranza della Mectiles, invece, sono disposti a mettere sul tavolo una cifra non superiore ai 600 mila euro, tenendo conto di pagare il marchio (350mila euro) più un avviamento. La filosofia di Medici e Compagni è quella di mettere tutte le loro ipotetiche risorse nella gestione futura della Reggiana per dare corpo a una squadra ambiziosa.
Medici e Compagni hanno messo sul tavolo anche un credito morale: se Barilli ha potuto costringere Squinzi a partecipare all’asta per lo stadio e successivamente riconoscere un indennizzo alla Reggiana, oltre ai crediti, lo deve al fatto che la Mectiles ha garantito l’operazione con una fideiussione. Come postilla occorre anche rimarcare che per questa operazione Barilli si era impegnato per cedere gratuitamente un altro 8% alla Mectiles. Promessa per il momento disattesa.
Da parte sua Barilli ha anche dimezzato l’iniziale valutazione del parco giocatori, compreso il vivaio (da 1,5 milioni a 750 mila euro) ma le distanze sono rimasta abissali.
Ieri sera si è tenuto nella sede granata il secondo vertice (il primo si era svolto il 15 marzo) tra le parti chesi è protratto fino a tarda ora: erano presenti oltre ad Alessandro Barilli, il fratello Paolo, Stefano Compagni, Alessandro Medici e per la banca Rocchi e Guido Tamelli. Assente giustificato seppur invitato, Sisto Fontanili che, però, non essendo possessore di azioni, ha preferito rimanere al di sopra delle parti.
Dove nasce la valutazione di Barilli? In questi giorni il commercialista rubierese Ivan Castagnetti, uomo di fiducia di Medici e Compagni, ha posto sotto la lente d’ingrendimento il bilancio di previsione al 30 giugno. I numeri della Reggiana – a detta del professionista – fotografano la realtà prospettata dal presidente Barilli. Il che significa che a fine stagione non vi saranno sorprese e la Reggiana potrà certificare un bilancio con un atto di 1,2 milioni di euro. Ma c’è di più, Barilli si è presentato a questo incontro con una valutazione della società di un professionista di 2 milioni di euro, dunque il suo 84% è stato valutato poco più di 1,6 milioni. A questa cifra va anche aggiunto il capitale versato (500 mila euro). Un punto su cui, però, è stato chiesto un chiarimento. Nell’ultima seduta del consiglio i soci di minoranza hanno chiesto e messo a verbale la richiesta di sapere quanti soldi ci sono in cassa. Il timore, nemmeno tanto velato, fa riferimento alla presenza di esposizioni nei confronti dei fornitori anche se lo stesso Barilli aveva rimarcato che con l’arrivo della seconda trance di Mapei (350mila euro) si era messo in linea di galleggiamento con tutti i creditori, settore giovanile compreso. Barilli ha anche relazionato sui positivi incontri avvenuti in queste settimane e che testimoniano la volontà di imprenditori stranieri di entrare a far parte del progetto Reggiana.
Inutile dire che oggi è attesa anche la reazione dei tifosi che attraverso un ulteriore comunicato rimarcheranno il loro disappunto e arrabbiatura.
