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D’Astoli: «De Paula è l’uomo in più del Lumezzane»

D’Astoli: «De Paula è l’uomo in più del Lumezzane»

LENTIGIONE. Reggiana-Lumezzane è anche la partita di Giancarlo D'Astoli. A 61 anni, il tecnico cosentino abita a Lentigione, con il Brescello giocò anche allo stadio Mirabello e al Giglio, mentre...

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LENTIGIONE. Reggiana-Lumezzane è anche la partita di Giancarlo D'Astoli. A 61 anni, il tecnico cosentino abita a Lentigione, con il Brescello giocò anche allo stadio Mirabello e al Giglio, mentre con i rossoblù bresciani sfiorò la promozione in serie B. «Giocammo la finale playoff contro il Cesena - ricorda -, 1-1 allo stadio Manuzzi, al ritorno perdemmo per 2-1 e accadde di tutto».

Già, la famosa testata a Pietro Strada, ex granata e all'epoca leader del Lume…

«Sfumò un'occasione storica, esattamente come quando con il Fiorenzuola d'Arda persi ai rigori con la Pistoiese. Oppure, nel '97-'98, quando con il Brescello perdemmo la semifinale contro il Monza di Abbiati e Pietranera».

Segue ancora il Lumezzane?

«Sì, non vive una stagione esaltante. In panchina c'è Michele Marcolini, ex centrocampista del Chievo».

La Reggiana da chi deve guardarsi?

«De Paula è l'elemento più rappresentativo, io l'ebbi alla Pro Sesto. Naturalmente Vincenzo Italiano nelle conclusioni da lontano è molto pericoloso».

Ha senso un campionato senza retrocessioni?

«Va effettuato un riassetto generale, dopo 35 anni si ritornerà ai 3 gironi di serie C, come quando faceva il difensore. Si ritorna all'antico, tante società hanno problemi. Senza il sale del rischio play out alcune partite diventano accademiche».

Fra i granata chi ha guidato?

«Nessuno. Peraltro ho affrontato molte volte Alessi, sempre un bel piede».

Nel 2004 arrivò al debutto in serie B, con il Treviso.

«Fui esonerato, poi allenai la Pro Sesto, il Lume, la Feralpi Lonato, il Carpi, successivamente promosse. Quindi il Trento in serie D, mentre nell'ultimo biennio ho dato una mano al Lentigione, in Eccellenza».

Ha altre attività?

«Ormai sono fuori età».

Che opinione si è fatto di Marcello Montanari?

«Come Battistini può lavorare serenamente. L'alternanza di risultati è significativa, però sono arrivate anche vittorie, sta dando qualcosa alla squadra».

La Reggiana società è sempre in bilico.

«E' un bel problema sapere cosa avviene fuori dal rettangolo di gioco, sono sempre rimasto sulla parte tecnica. Onestamente non riesco a capirlo».

Ha mai visto la Reggiana al Città del Tricolore?

« L'ultima volta sono venuto la scorsa stagione, la domenica mi muovo su vari campi di Lega Pro o serie D».

La Reggiana manca dalla B dal '99, quando risalirà?

«La città lo meriterebbe, la crisi economica incide anche lì. Servirebbe la persona giusta, come ha trovato il Sassuolo con Giorgio Squinzi e la Mape, per costruire qualcosa negli anni».

Vanni Zagnoli