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«Ho detto e confermo che a fine giugno lascio la presidenza»

«Ho detto e confermo che a fine giugno lascio la presidenza»

REGGIO. Presidente Barilli, la trattativa con i soci di minoranza si può dire definitivamente arenata? «Abbiamo discusso e valutato la situazione e alla fine ritenuto che convenisse a tutti...

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REGGIO. Presidente Barilli, la trattativa con i soci di minoranza si può dire definitivamente arenata?

«Abbiamo discusso e valutato la situazione e alla fine ritenuto che convenisse a tutti proseguire il nostro rapporto per il bene della Reggiana. Solo uniti possiamo pensare al rafforzamento della società e quindi della Reggiana».

Questo era il suo obiettivo iniziale?

«Da sempre la mia filosofia era quella di allargare la base sociale della Reggiana e alleggerire la mia quota azionaria. In questa logica c’era stato l’ingresso della Banca di Cavola e Sassuolo (oggi Banco Emiliano ndr) prima e della Mectiles successivamente».

A breve ci saranno altri ingressi in società?

«Non ho mai nascosto la possibilità di portare avanti alcune trattative, più o meno approfondite e volte a trovare dei partner. Mi auguro siano reggiani ma non ho chiesto loro la carta d’identità bensì la disponibilità a fare il bene della Reggiana».

I soci di minoranza volevano rilevare la proprietà per dare un impulso alla Reggiana.

«In questa logica ho dato la mia massima disponibilità. Se ci sono imprenditori reggiani che vogliono entrare nella famiglia granata e acquistare delle quote, sono disponibilissimo. Il loro principio è anche il mio».

È sempre disposto a lasciare la presidenza?

«L’ho detto e lo confermo: il mio mandato è esaurito, il primo di luglio non sarò più il presidente della Reggiana. L’ho ripetuto a Medici e Compagni anche giovedì sera».

E quale sarà il suo ruolo?

«Farò ciò che conosco meglio, vale a dire la gestione del budget e la ricerca di nuove risorse per la società».

E l’aspetto tecnico?

«La volontà è quella di costituire un assetto tecnico-dirigenziale di valore che possa corrispondere alle aspettative».

Chi sarà il futuro presidente?

«Lo valuteremo».

Ha già un’idea?

«Ne discuterò con i soci».

Non crede di avere commesso l’errore di coinvolgere poco i soci di minoranza?

«E’ un appunto critico che posso accettare e farò di tutto in futuro perché ciò non accada».

Medici ha sostenuto che la forbice tra domanda e offerta era troppo ampia?

«Non entro nel merito, non mi pare rispettoso. Diciamo che ci siamo confrontati senza trovare un’intesa».

Il socio di minoranza ha anche confermato la volontà di andare avanti con il piano B.

«Sono sempre stato corretto in questo, mettendoli al corrente delle trattative con imprenditori seri, motivati e che rientrano nella nostra filosofia gestionale».

I tifosi, però, sono arrabbiati e non vogliono più Barilli presidente.

«Non sarò più il presidente e tanto meno il responsabile dell’area tecnica. Io capisco la loro delusione sportiva ma è anche la mia amarezza. Per questo è giusto cambiare qualcosa nella nostra organizzazione».

Accetterà un confronto?

«Sono sempre stato a disposizione per spiegare, confrontarmi e trovare una strada comune».