Ora scatta l’ira dei tifosi ma serve un progetto
Il mancato passaggio delle consegne tra Barilli e i soci di minoranza ha messo in agitazione l’ambiente
REGGIO. Il mancato passaggio delle consegne tra Barilli e i soci di minoranza Compagni e Medici ha scatenato l’ira dei tifosi granata.
Le Teste Quadre e il Gruppo Vandelli aveva dato il pieno appoggio ai due imprenditori di Casalgrande e ora hanno chiesto conto del perché non si è trovato un accordo. Lo avevano chiesto agli amministratori e politici in occasione dell’incontro in Comune dopo il corteo dei tremila tifosi, lo avevano ribadito in un documento inviato ai media.
Il vice presidente Stefano Compagni, che ha la delega per i rapporti con la tifoseria, si era preso l’impegno di illustrare gli sviluppi della trattativa e così ha fatto.
Non è entrato nelle pieghe dello strappo con l’azionista di maggioranza ma ha fatto capire che la forbice tra l’offerta (da 300 mila euro a un massimo di 600 mila euro) e la domanda (inizialmente di 1,6 milioni poi arrivata a 1,2 milioni) era troppo ampia e non valeva nemmeno la pena mettersi a discutere. Compagni e Medici hanno preso atto della volontà del presidente Barilli di non voler cedere la maggioranza se non a condizione di continuare a far parte del progetto granata. E’ proprio questo il nodo da sciogliere e che forse nessuno vuole toccare: occorre pensare a programmare il futuro in termini di risorse umane e finanziarie.
La Mectiles, nonostante i buoni propositi di Gianfranco Medici, uscirà di scena e cederà il suo 8% di azioni oppure non sottoscriverà gli aumenti di capitale e dunque diminuirà il suo impegno. Questa è la reale prospettiva anche se Barilli confida di poter convincere gli attuali soci di minoranza a rimanere all’interno della società aprendo le porte a uno o due soci forti in modo da creare le premesse per il rilancio della Reggiana. E’ su questo punto che Barilli proverà a fare leva: fare un passo indietro nel senso di dedicarsi solo alla ricerca di risorse per il budget granata e poi andare a scegliere dei professionisti in grado di dare vita a un progetto credibile e importante. Scelte condivise da tutti i soci e che dovranno portare a creare una solida struttura tecnica e organizzativa. Il campo è l’unico alleato di Barilli. Basterà a convincere i tifosi? Quasi sicuramente no, certamente non gli irriducibili. E’ stata, di fatto, anche bloccata l’idea dell’azionariato popolare perché – sbagliando – era legata al cambio di proprietà. Così oggi i tifosi granata non hanno più voce, mentre avrebbero potuto mettere sul tavolo del futuro sindaco un movimento di quattro o cinquemila tifosi che hanno sottoscritto un attestato d’amore nei confronti della Reggiana. Un’occasione perduta. Ora l’unico modo di far sentire le proprie ragioni sarà di affidarsi a contestazioni verbali, scritte o sul web. (w.m.)
