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IL PUNTO

Il grande merito del tecnico Marcello Montanari è di farci parlare, finalmente, di calcio giocato e non di manovre di società. La sua Reggiana non sarà forse spettacolare (ma perdente) come quella di...

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Il grande merito del tecnico Marcello Montanari è di farci parlare, finalmente, di calcio giocato e non di manovre di società. La sua Reggiana non sarà forse spettacolare (ma perdente) come quella di inizio stagione di Battistini ma è concreta. Un squadra che privilegia la semplicità e bada al sodo. Sono qualità importanti che caratterizzano un allenatore e un gruppo. Una Reggiana senza fronzoli ma con gli uomini giusti al posto giusto: tre vittorie nelle ultime quattro partite e un solo gol subito. Montanari non vuole inventare calcio ma ottenere il massimo dai suoi giocatori. Un esempio? De Silvestro. L’attaccante di scuola Juventus è stato finalmente messo all’ala sinistra e in questa posizione ha fatto tutto bene, anche il gol, di destro, che non è il suo piede naturale. Potremmo proseguire con la trasformazione di Bandini che da pulcino bagnato è tornato autoritario terzino di fascia destra. Lo stesso vale per Alessi che non si sente messo in discussione, anzi. Dispiace solo per Francesco Ruopolo che è stato tradito ancora una volta dai suoi muscoli che, forse per la lunga sosta, sono diventati di cristallo.

La Reggiana ha sette punti di distacco dalla zona play off a tre giornate dalla fine. Si può dire che i giochi sono fatti ma è lecito aspettarsi una squadra che faccia di tutto per assestarsi la decimo posto che non rappresenta un fiore all’occhiello ma è pur sempre un obiettivo insperato fino a qualche settimana fa.

Tutto questo in un contesto difficile, con una querelle interna alla proprietà e con i tifosi sul piede di guerra che anche ieri hanno, in parte, sconfessato il loro ruolo di supporters. (w.m.)