«Più siamo e più è forte la società»
Barilli: «Questo ci eravamo detti in consiglio con Medici e Compagni presenti, se poi hanno cambiato idea me lo diranno»
Presidente Barilli, soddisfatto della seconda vittoria di fila?
«Siamo partiti bene e abbiamo gestito bene la partita prima e dopo il vantaggio. Un successo meritato se teniamo conto del palo colpito da De Giosa».
E’ la seconda vittoria di fila nella gestione Montanari.
«Nelle ultime quattro partite ne abbiamo vinte tre e perso di misura una contro la capolista Entella subendo un solo gol. Sono segnali importanti».
In consiglio ha detto che per lei l’allenatore della Reggiana c’è già, è Montanari.
«Piano, io ho detto che Montanari sta lavorato bene e merita di essere tenuto in considerazione».
Cosa ha apprezzato della sua gestione?
«L’aspetto importante è che ha trasmesso al gruppo serenità e compattezza, in un contesto di serietà. Si è approcciato bene».
Un allenatore concreto.
«Sì, con idee. A Lumezzane ci ha fatto vedere anche un Alesi alla Totti. Più in generale sta gestendo il gruppo con intelligenza».
Si deve riparlare di nono posto e di play off?
«Sarebbe stato bello se non ci fosse stata la vittoria dell’Albinoleffe. Adesso abbiamo sette punti di ritardo a tre giornate dalla fine: onestamente è dura».
Aumentano i rimpianti?
«Questo finale conferma che abbiamo allestito un buon gruppo ma siamo stati traditi dalle dieci partite centrali della stagione. Non so se ha inciso la scarsa esperienza o la tensione di molti dei nostri giovani. Fino alla partita con la FeralpiSalò, a Natale, non avevamo sbagliato quasi niente, poi c’è stato il crollo. Adesso sono 4 o 5 partite che siamo tornati sui nostri livelli. Il valore di questa Reggiana è più o meno quello che ci aspettavamo, vale a dire dare fastidio a chi ambiva ai play off».
Non si può eludere il capitolo società: adesso cosa succederà?
«Io devo rimanere a ciò che ci siamo detti in consiglio tre giorni fa: la cosa importante che ci eravamo ripromessi era di non andare alla ricerca di divisioni ma un’unità d’intenti per rafforzare la società. Io ho due o tre situazioni importanti da verificare, di imprenditori che si sono detti disposti ad aiutare la Reggiana. Lo stesso mi hanno detto Compagni e Medici e tutti ci eravamo espressi nell’intento di consolidare la società incrementando il gruppo dei soci. Per questo ci eravamo dati 15 giorni di tempo. Se qualcosa è cambiato, come mi dicono, credo che mi verrà detto. Io resto a ciò che ci siamo detti con grande serenità in consiglio».
Questi erano i propositi messi a verbale?
«Il concetto è molto semplice: più siamo e più è forte la società».
I tifosi sono sul piede di guerra.
«Vorrei invitare i tifosi a togliersi tutti i loro dubbi sulla correttezza della nostra gestione. Per questo invito una loro delegazione a venire in sede per accertare ciò che dico, sgombrando il campo da possibili equivoci. Io non ho scheletri nell’armadio o cose da nascondere».
I tifosi si sono schierati dalla parte di Medici e Compagni.
«Le contrapposizioni non hanno senso. Non è che senza Medici e Compagni non si può fare calcio. Io avrei piacere che questi soci di minoranza restino in società per dare una mano alla Reggiana».
Conferma ancora una volta che non farà il presidente ma sarà solo un azionista?
«Non ci sono preclusioni di nessun tipo: di incarico, di ripartizione delle quote. Non sta scritto da nessuna parte che io debba avere un incarico o una poltrona se sono rappresentato da dirigenti di fiducia. Non farò il presidente e tanto meno mi interessa fare l’amministratore».
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