«Miracolo della Crovegli ma istituzioni assenti»
Volley A2, il presidente Tesauri: «La salvezza è frutto di mesi di duro lavoro durante i quali Comune, Provincia e Coni non si sono mai fatti sentire»
REGGIO. Salvezza con una giornata d'anticipo e non solo per demerito di Sala Consilina, caduta 3-0 a Pavia, ma per aver saputo battere al tie-break la pur attrezzata Rovigo. Si compie così il riscatto di una Crovegli che ha saputo reagire alla scomparsa del suo storico patron Walter Crovegli a torneo appena iniziato ed ora può ragionare sul futuro con grande lucidità.
«La voglia di continuare c'è ed è più forte che mai dopo questo finale di stagione – spiega il presidente Oreste Tesauri – ma dovremo ragionarci a fondo: di certo non faremo il passo più lungo della gamba».
La fase valutativa inizierà dopo l'ultima gara, quella in casa col Pavia di domenica?
«In realtà è iniziata da tempo. In questi mesi non siamo stati con le mani in mano attivandoci su vari fronti per capire se l'obiettivo di rifare un campionato di A2, soffrendo però meno di quest'anno, sia perseguibile. Ora dovremo tirare le somme con un occhio al portafoglio anche perché, devo ammetterlo, grandi aiuti si fa fatica a trovarli».
A chi si riferisce?
«Agli sponsor perché il momento economico è duro, si sa; ma anche alle istituzioni, dal Comune, alla Provincia, al Coni stesso. Senza voler far polemica voglio sottolineareche in questi mesi di duro lavoro non si è fatto sentire nessuno, mentre per fare sport le necessità sono tante, non soltanto finanziarie. Abbiamo rappresentato la città in modo degno ma qualcuno si è dimenticato di noi, è una constatazione. Forse sarà perché Walter era un simbolo e brillava di luce propria ma adesso la realtà è ben diversa. La voglia di continuare c'è tutta ma dovremo fare i nostri conti».
Prima però c'è da festeggiare una vera impresa...
«Sì, ci stiamo organizzando per domenica perché, oltre alle ragazze, anche il nostro pubblico lo merita. Nei momenti di maggior difficoltà non ci ha mai abbandonato ed è stato un aiuto fondamentale».
La chiave di volta della stagione?
«Di sicuro l'arrivo di Soraia: come ci aspettavamo si è rivelata il collante per unire le diverse potenzialità già presenti. Importante è stato anche l'arrivo della Polak ma più di tutto lo è stato riuscire a far realizzare alle ragazze che l'obiettivo di fare bene che ci eravamo dati all’inizio dell’annata era assolutamente possibile. Con 15 punti in 10 partite lo abbiamo dimostrato».
Un momento in cui avete pensato di non farcela?
«Mai, piuttosto ci siamo sempre detti di chiedere di più a noi stessi e così è stato: con riunioni su riunioni lavorando fianco a fianco con lo staff, con Dolores, sempre con noi, e con tutta la famiglia Crovegli. La mancanza di Walter, come amico e come presidente, è stata un macigno ma anche per lui siamo riusciti a reagire. La salvezza è tutta per lui».
Francesca Manini
