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Grissin Bon, una stagione sulle montagne russe

di Linda Pigozzi
Grissin Bon, una stagione sulle montagne russe

Sfatare la maledizione da trasferta per raggiungere un piazzamento storico

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REGGIO. Quattro gare ancora e poi scorreranno i titoli di coda sulla regular season della stagione 2013/14. Campionato ondivago, quello che ha condotto il team reggiano, con punte d’eccellenza in casa e l’attitudine a mostrare il peggio di sé lontano da via Guasco.

Il ruolino di marcia della formazione di Max Menetti dice tutto: in ventisei gare sin qui disputate si sono macinate tredici vittorie. Undici in casa e la miseria di due in trasferta, la prima il giorno di Santo Stefano all’arena di Pesaro, oggi a un passo dal baratro, e quindi il 16 marzo scorso sul ben più ostico campo delle Vu nere.

Ma cosa s’inceppa lontano dalla rassicurante culla del Bigi? Sul punto si sono sprecate parole e i tifosi si sono infiammati sui bar “virtuali” sul web. Di sicuro il catino di via Guasco ha un effetto super rassicurante sulla truppa reggiana che, spinta dai propri supporter, per buona parte del campionato ha trovato le forze mentali per reagire nel momento in cui la gara le scivolava di mano. Sul banco degli imputati, spesso e volentieri, è finita la tenuta mentale del team, fragile - a tratti fragilissima - lontano da Reggio. Non solo. S’è a lungo criticato l’attacco (incostante) sfoderato in trasferta dalla formazione biancorossa.

In realtà, dati alla mano, le percentuali offensive al Bigi e lontano dal Bigi tendono ad equivalersi.

Molto, molto vicine le percentuali da sotto e dalla media distanza dei biancorossi. In trasferta Reggio viaggia infatti nel tiro da due punti a una media complessiva poco superiore ai 54.3%, mentre al Bigi a una media di 56.4%.

In casa la prova migliore si è registrata contro la debole difesa della Vanoli Cremona, nel match vinto nell’anticipo del 14 dicembre scorso e in cui i reggiani sono riusciti a tirare con una percentuale superiore al 64% (25/39).

E ancora contro Cremona, nel match di ritorno del 30 marzo, stavolta perso, s’è vista la percentuale più alta: 69.1% (20/29).

Il punto più basso della stagione si è registrato nella gara d’andata in casa con Siena in cui si tirò da due con una percentuale del 40.5% (17/42) mentre in trasferta il record negativo lo si è registrato nel derby di Bologna (42%).

Addirittura identiche le percentuali dall’arco dei tiratori della Grissin Bon. Che tanto in casa quanto in trasferta viaggiano al 33.4%.

La più brutta prova al tiro pesante, i biancorossi l’hanno mostrata nella trasferta a Milano del 24 novembre scorso. Al Forum si tirò dai 6.75 con poco più dell’11% (2/18). Ma allora nel roster doveva ancora fare il proprio ingresso Rimas Kaukenas e in quintetto trovava posto il deludente Coby Karl (che si è rivelato il peggiore di tutti nel tiro pesante).

La miglior prestazione stagionale lontano da casa è arrivata a Pesaro. Qui, con un Silins strepitoso, si raggiunse il 54.6% (12/22). Al Bigi il record stagionale: 60% (14/23) nella sfida vinta su Avellino per 96-73, record pure per punti realizzati. Il punto più basso in via Guasco lo si è toccato contro la regina EA7, la cui tostissima difesa sul perimetro non ha fatto andare i reggiani oltre al 25%.

Tanto in casa quanto in trasferta, questa squadra mostra un’altra costante: il numero di palle perse. Solo nella gara interna con Pistoia, la Grissin Bon è riuscita a perdere meno di 10 palloni (con i toscani furono 7). Per tutta la stagione Antonutti e soci hanno infatti viaggiato a una media di 13 palle perse con il record in negativo all’andata in casa con Siena (20) e, per quanto sin qui s’è visto del girone di ritorno, nel match perso a Pistoia (18).

A che cosa in ultima analisi si può imputare l’impressionante serie di ko in trasferta?

Anche ad episodi. A Brindisi, il 10 di novembre, per una Grissin Bon dall’organico rimaneggiato fu sconfitta per un solo punto (72-71). Sei i punti di divario nella sfida a Caserta (ora ottava in graduatoria a soli due punti dai biancorossi). Ma - come più volte polemicamente rimarcato dal coach Max Menetti - sulla vittoria dei campani pesarono enormenente i falli fischiati. Alla conta finale infatti i liberi furono 39 a 9 in favore dei padroni di casa che, al termine delle ostilità, alzarono le braccia mentre il tabellone luminoso del palaMaggiò diceva 74-78.

A mente fredda avrebbe potuto arrivare l’impresa pure sul campo di Roma, nel dicembre scorso, e in quel caso non fu colpa dell’arbitraggio. Nella capitale la Grissin Bon si presentò priva di James White e con Kaukenas inserito in squadra soltanto una manciata di giorni prima. Finì 72 a 67 fra mille rimpianti.

Episodi o meno, il trend deve cambiare perché nei play off nulla sarà perdonato e se si vorrà puntare più in alto di quanto raggiunto la scorsa stagione si dovrà per forza di cose imparare a vincere anche lontano da via Guasco.

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