Gazzetta di Reggio

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L’attacco Grissin Bon ha parecchi solisti ma non l’effetto-coro

L’attacco Grissin Bon ha parecchi solisti ma non l’effetto-coro

Far interagire tanti protagonisti ha dato qualche problema e questo ha penalizzato la fluidità del gioco biancorosso

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REGGIO. Un attacco con basi semplici, che si affida alla qualità dei singoli e alla difesa come motore per rendere al meglio. La Grissin Bon 2013/14 è una macchina complessa, con tanti solisti da rifornire e da far interagire al meglio. Non sempre Reggio vi è riuscita, soprattutto in trasferta, quando ha faticato a trovare ritmo e soluzioni, finendo per incartarsi e perdendo fluidità.

Rispetto alla squadra della passata stagione, che viveva delle iniziative del duo Taylor-Cinciarini, in questa annata gli attaccanti puri sono cresciuti come numero e come qualità, in particolare dopo l’arrivo di Kaukenas. Questa abbondanza ha finito forse per penalizzare, in alcuni momenti, quello che prima era lo schema base, il gioco a due fra Cinciarini e Brunner, molto veloce e potente, bravo a tagliare verso il ferro dopo aver bloccato per il giocatore con il pallone in mano. Il duetto fra palleggiatore e lungo è anche oggi l’inizio di molte azioni biancorosse, ma la presenza di tante bocche da fuoco a volte si scontra con questo approccio. Non significa comunque che non vi sia buona volontà, come confermano i tanti assist a partita, che parlano di una squadra che si cerca e si trova spesso.

White necessita di rifornimenti continui e nei punti giusti del campo. A difesa schierata il meglio l’ha fatto vedere attaccando spalle a canestro, dove può far valere forza, elevazione e la capacità di trovare sempre l’equilibrio per il tiro. L’alternativa, lasciargli un intero quarto di campo, per trovarsi contro un solo difensore da puntare in uno contro uno sfruttando gli spazi larghi. Kaukenas, oltre ad essere un tiratore micidiale, è ancora molto bravo in penetrazione e nel gioco intermedio, ma a sua volta ha bisogno di blocchi e schemi che lo mettano nelle giuste condizioni. Discorso opposto per Bell, che va al massimo quando ha la palla in mano e può creare, trovando lo spazio per le triple o anche per andare in fondo.

Un’altra caratteristica biancorossa è la scarsa pericolosità spalle a canestro. Il giocatore più efficace in questo senso è senza dubbio White, mentre i lunghi di ruolo non hanno né le caratteristiche per far male. Silins e Antonutti rimangono comunque giocatori perimetrali, il lettone è cresciuto nelle penetrazione ma sempre partendo da fuori. Cervi e Pini stanno ancora crescendo nei movimenti in post, e comunque non vengono coinvolti spesso. Cervi è stato efficace se servito con i passaggi sopra al ferro, dove risulta spesso irraggiungibile per i difensori. Qualcosa in più garantiscono Gigli e Brunner, ma si tratta comunque di atleti più efficaci a chiudere i giochi a due che a partire da fermi, e anche questo caso i rifornimenti non sono continui.

La Grissin Bon è al meglio quando riesce a giocare in campo aperto, quando White è praticamente immarcabile e Cinciarini diventa ancora più pericoloso come creatore e finalizzatore. Per correre, sono necessari buona difesa e tanti rimbalzi. In casa, Reggio ha sempre fatto tutto nel migliore dei modi, e le vittorie in via Guasco lo confermano. In trasferta, almeno sino ad ora, è venuta spesso a calare l’intensità, e con essa la tenuta dietro e quindi la possibilità di accelerare. L’impatto difensivo rimane valido, Reggio è una delle squadre meno battuta del campionato, ma sicuramente i rimbalzi puliti e le palle recuperate - principali carburanti per il gioco in campo aperto - sono stati meno che in via Guasco. Con inevitabili sofferenze.

Adriano Arati